“I bimbi ecuadoregni devono andare a scuola!” – Natalia Ferrara Micocci

Stabio 2La domanda il professor De Maria se l’era preparata, non l’ha mica fatta per caso. Doveva essere la sua prima, e invece si è trovata ad essere la seconda. “Esprima la sua precisa opinione sulla vertenza, che è su tutte le prime pagine, della scuola per i bimbi ecuadoregni”.

(A lato sibila fulmineo il commento, detto a mezza bocca ma udibile: “C’era da aspettarselo!” Ma… De Maria fa le domande che vuole, quelle che gli interessano e che giudica importanti. Sono le regole del gioco, non è vero?)

La risposta di Natalia Ferrara Micocci  arriva veloce, nettissima e chiara. “TUTTI i bimbi devono andare a scuola. Dunque è giusto che anche i bimbi ecuadoregni vadano a scuola” S’intende (ed era il senso della domanda) nel Ticino, dove attualmente si trovano.

La risposta della candidata PLR sarà lodata o criticata, questo è certo. Ma è stata data in modo nitido e sincero, senza girare per ore “intorno al pero”. Brava Natalia. So di non averti colta alla sprovvista (né era il mio intento).

Stabio 3La domanda era insidiosa non tanto perché tocca un nervo scoperto e si muove su un terreno scivoloso, in bilico tra legalità e”generosità” (buonismo?), quanto perché sul caso è in atto una strumentalizzazione premeditata e organizzata dalla Sinistra, con evidenti fini elettorali. Non è importante ma, se io dovessi decidere, sosterrei senz’altro la linea del ministro Gobbi e di Lorenzo Quadri. Penso che molti non leghisti farebbero lo stesso.
Stabio 4Riprendiamo dall’inizio

Arrivo alle dieci meno un quarto, dopo un viaggio facile (bisogna puntare verso il Gaggiolo e a un certo punto svoltare a sinistra). Con mia sorpresa c’è già parecchia gente, seduta ai tavoli, e la candidata sta già arringando il suo pubblico. Come se volesse riportare in vita quello che fu un grande strumento elettorale e che sembrava ormai morto: il comizio. Bella idea!

Colgo l’occasione per dire al presidente Cattaneo: “Ho assistito molti anni fa (tu non eri nato) a un comizio del Partito Comunista in Piazza del Duomo. C’erano cinquantamila persone”. Mi piacciono queste frasi a effetto, le uso volentieri. Ma non è affatto una balla, si tratta della pura verità.

Natalia parla alla gente da un modesto rialzo. È piccolina, magra, scattante, vestita sportiva, di grigio. Sopra la sua testa uno slogan “Il Ticino è infinito”, forse leggermente eccessivo. Se il Ticino è “infinito”, che cos’è il Texas? La Siberia? Il Brasile? Sarà stato partorito da un “laureato in scienze della comunicazione”.

Come si compone il suo pubblico? Non conosco quasi nessuno. Immagino che si tratti della “base” PLR locale, i momò. Noto il Presidente e l’on. Quadranti, accanto al quale mi accomodo, non per “affinità politica” ma perché quel posto è perfetto per le mie esigenze, spazioso e in prima fila. Faccio colazione (sono ormai le dieci): bella la scelta di torte e dolcetti vari. Cappuccino.

Stabio 5Natalia parla a lungo, esponendo la sua linea politica sui temi principali. Impressione positiva, la candidata sa il fatto suo, parla con facilità e competenza e stabilisce un buon rapporto psicologico con gli ascoltatori. Rispetterà con scrupolo l’orario della conferenza stampa (10.30) per la quale sono venuto appositamente da Lugano. Vedo in giro Gianni Righinetti del Corriere, la coppia inossidabile di Ticinolibero, e Roic, dal quale mi faccio promettere un pezzo.

La mia valutazione hic et nunc, che vuol dire di adesso, che significa che le cose potrebbero anche cambiare: Micocci terza, o anche seconda, ma non eletta. Come dite? Di queste cose non capisco niente? Può darsi ma allora… perché preoccuparsi?

Stabio 8Che cos’ha detto Natalia?

Questo è un punto assolutamente non secondario.

— Efficace, spigliata, ben organizzata (questo per le modalità); 31 anni

— La lotta politica si fa “senza sconti” ma non si può fare “senza limiti”. Invece di discutere ci si prende a pugni in faccia. Questo modo (errato) ci costa. Frasi polemiche rivolte a un partito non precisato.

— Norman Gobbi è (politicamente) un bugiardo. (Ah, ammesso che sia vero, ciò non è affatto grave. Il grande Nixon disse una volta di un suo avversario, in tono di compatimento: “Quel tizio in politica non andrà lontano. È incapace di mentire”)

— Ditemi che cos’ha fatto Gobbi in tre anni e mezzo. I radar! I radar più una serie di fallimenti. (Queste cose le ha dette Micocci, io non mi permetterei) 

Stabio 7— Sostegno pieno ai “globalisti” (e più precisamente ai loro grassi versamenti all’erario). Ma aumentare il minimo, da 400.000 anche a 1 milione. (Questa ideologica “guerra ai globalisti” condotta dai socialisti ha ai miei occhi, e agli occhi di molti, qualcosa di folle. Ma… ammazzarli non si può, ce lo vieta il nostro sentimento cristiano, e allora dobbiamo tenerceli)

— L’aliquota per l’imposizione delle persone giuridiche? Altissima, al 18%. A Lucerna il 5%, in altri cantoni il 7%, l’8%.

— Il 40 per cento dei “contribuenti” ticinesi… non paga imposte! (Nota. Come chiamare un contribuente che non contribuisce? È un bel problema) Come mai? Ebbene, non hanno abbastanza soldi per essere tenuti a pagare le imposte. Ma dobbiamo combattere la povertà, non la ricchezza.

La sicurezza, come condizione per essere liberi. Quando entrano nella tua casa dopo aver strappato il cilindro, non ti rubano solo le banconote e le collane. Ti portano via la sicurezza. Io abito qui nei paraggi (magnifica questa Micocci a ridosso della “ramina”). Nella mia strada non c’è una casa che non sia stata “visitata”. Adeguare le sanzioni contro chi delinque. Oggi come oggi: 40 aliquote (con la condizionale, in pratica zero) e una multa di 100 franchi. L’onta? (di essersi fatti beccare) Non c’è più neanche quella…

Stabio 10— Scuola classista? Si direbbe di sì. Solo il 15% dei figli delle famiglie di condizione umile fa il liceo, contro un bel 70% per i figli di condizione sociale elevata. (Micocci sottolinea ancora una volta le sue modeste origini familiari) Che fare? Aumentare gli importi delle borse di studio, evitando di assegnarle “a innaffiatoio” e riservandole a chi ne ha veramente bisogno.

Sono le dieci e mezza e i giornalisti scalpitano. Natalia sta parlando da un’ora buona, seguita con grande attenzione dal pubblico, che le regala un lungo applauso, certo non “di maniera”. È piaciuta. Mi affretto a dirlo a Cattaneo. Le diamo un voto? Un bel 5, ma non di quelli “all’italiana” su 10 (anche se ci troviamo a pochi metri dal confine). Alessio Moretti, giornalista di sinistra, mi fa: “È la nuova Masoni!” Proverò a dirlo a Marina, chissà. Speriamo in bene.

Stabio 11La conferenza stampa

In una saletta appartata, incomincia con una (troppo) lunga filippica, più di venti minuti, sulla vexata quaestio delle vacanze: pretese (no), contestate, non pagate. Faccenda complessa. Provo a riferire nel merito, nella speranza di avere ben capito e, anche, nel convincimento fermissimo che da questa faccenda non potranno dipendere i destini dell’umanità.

— Per le dimissioni di una procuratrice la legge richiede 6 mesi di preavviso

— All’inizio di luglio Natalia Ferrara Micocci le presenta per il 31 dicembre 2014 …

— … ma scrive anche che, secondo i suoi calcoli, avrebbe diritto a 2 mesi e mezzo di ferie arretrate. Intende dunque concludere il suo impegno lavorativo in Procura il 15 ottobre (ciò che è effettivamente avvenuto)

— Tuttavia:  a) non desidera in alcun modo compromettere le esigenze del servizio  b) è disposta a discutere su tutto e a concordare la procedura  c) non pretende nulla e non apre un contenzioso.

— Risultato: si ritrova attaccata sulla stampa e quasi messa alla berlina. “Le vacanze sono un diritto e lo stipendio pure”.

Fin qui l’ex procuratrice, questa la sua campana. Immaginiamo che i suoi avversari presenteranno le cose in modo diverso.

(Detto un po’ cinicamente, queste scaramucce con il ministro leghista, il “cattivo Norman”, possono farle un gran bene, elettoralmente. C’è anche un rovescio della medaglia, però: potranno dipingerla come una privilegiata che vuol fare solo i suoi comodi e che “non ne ha mai abbastanza”. Vedremo)

Stabio 9

Poi una domanda sui “tagli”. La spesa pubblica è eccessiva, tende ad andare fuori controllo. Un giornalista dall’accento toscano obietta, non senza ragione: “Lei vuole aumentare le borse di studio, e sta bene; però vuole ridurre le aliquote d’imposta (per le persone giuridiche, ndR). Mi spiega come riuscirà a far quadrare i conti?”

“Si dovranno fare dei tagli a certe voci di spesa, è chiaro”

Il giornalista insiste. “Mi vuole indicare quali?”

“Glieli dirò, ma non prima di aver studiato a fondo il problema e di aver parlato con le persone”

Il giornalista non molla facilmente l’osso, è un tenace. “Mi saprebbe indicare tre tagli?”

A questo punto Natalia, messa alle strette, decide di peggiorare drammaticamente la sua situazione. “Li so ma non li posso dire!”

Natalia, mordersi la lingua no, eh? Sicuramente il momento più debole della tua (valida, buona) giornata. Ascoltami, candidata, non si può rispondere così!

Infine, i bimbi equadoregni. NATURALMENTE LI HO MESSI NEL TITOLO. Natalia ha scelto la risposta “buonista”, quella che “suona bene”, quella che “fa fare bella figura”. Non penso che l’abbia data con leggerezza. E saprà mostrarsi all’altezza della sua risposta.

Finito. Mattinata intensa e interessante. Rocco era raggiante. Perché faccio il giornalista se sono un professore di matematica? Perché mio padre, avvocato di titolo, lo faceva per professione. Per imitarlo. Scriveva… della guerra di Spagna (non sto scherzando), dell’attacco alla Polonia, della resistenza eroica dell’Inghilterra – a Kensington era nato Augusto De Maria e lassù visse i primi 12 anni della sua vita – dell’attacco a Est e delle campagne in Africa della Volpe del deserto. Sino al suicidio nel bunker di Berlino.

A pensarci bene, Natalia Ferrara Micocci potrebbe anche arrivare seconda. Perché poi seconda? Non poniamo limiti alla Provvidenza!

Nota. Pare che queste parole siano state pronunciate da un certo papa (sapere quale!) che compiva 80 anni. A un cardinale che, servile, gliene augurava altrettanti, Sua Santità rispose appunto: “Non poniamo limiti alla Provvidenza divina!”

FINE, THE END