Zali Cuor di Leone

Cuor di LeoneNota. Riccardo I “Cuor di Leone” fu re d’Inghilterra dal 1189 al 1199. Figlio di Enrico II “Plantageneto” (il fondatore della dinastia), partecipò alla crociata del 1190 (nella quale perì l’imperatore Federico Barbarossa). Sulla via del ritorno dalla Terrasanta cadde prigioniero del duca d’Austria, che lo liberò dopo più di un anno dietro pagamento di un enorme riscatto. Riccardo sposò la bella Berengaria di Navarra ma è incerto se il matrimonio sia mai stato consumato. Mentre si trovava in Francia all’assedio di Châlus nel Limousin fu colpito alla spalla da un dardo. La ferita andò in cancrena e il re, quarantaduenne, morì. A lui succedette il fratello minore Giovanni, king John, detto “Senzaterra”.

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Ho scelto di pubblicare questo pezzo non solo perché è interessante e ben scritto ma, soprattutto, perché evidenzia alla perfezione il processo agiografico (àghios = santo) al quale viene sottoposta l’immagine del consigliere di Stato leghista. Zali Cuor di Leone, pronto a battersi contro interessi oscuri e potenti (oltre che poco nobili, of course). L’unico che “faccia qualcosa”, e questa è una lode di valore inestimabile. Scorgo, soprattutto navigando sui social, l’inizio di un piccolo “culto della personalità”. Come dite? La psicologia è il mio chiodo fisso? Sì, ed è per questo che molti mi prendono in giro!

Tratto da: “Il Ticino siamo noi!”

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Quest’oggi vorrei esprimermi in merito alla linea politica di Zali non per promuovere la sua ricandidatura (come se ne avesse bisogno) ma più che altro per analizzare i retroscena in una libera riflessione che mi sono permesso di scrivere e condividere con voi.

Nonostante egli sia l’ultimo arrivato alla tavola del CdS, ha fatto molto per il Ticino e per i ticinesi tant’è che sono in molti ad aver apprezzato le sue iniziative, ringraziandolo addirittura con delle lettere. Sembra però che il coro di lodi non sia unanime, sono parecchi gli esponenti del mondo politico ed economico ticinese che lo stanno attaccando da tempo, su ogni fronte possibile. Questi attacchi, con l’avvicinarsi delle prossime elezioni cantonali, stanno aumentando ed è ormai chiaro che c’è qualcuno che si sente minacciato dal suo lavoro.

A questo punto mi chiedo come mai una parte della politica ticinese anziché sostenerlo, come dovrebbe essere, visto che i partiti dicono di lavorare a favore del popolo, continua a mettergli i bastoni tra le ruote?

È chiaro che coloro che lo attaccano fanno parte di un entourage di persone che per anni ha fatto in Ticino i propri comodi, arricchendosi sulle spalle dei cittadini e dell’ambiente ed ora sono preoccupati che le iniziative del ministro possano nuocere ai loro interessi personali.

Ma cosa sta facendo di così terribile Zali da aver mosso contro di lui questo fiume di oppositori?

Credo che la risposta sia molto facile, attualmente Zali ricopre il ruolo Direttore del Dipartimento del Territorio che comprende la Divisione dello Sviluppo Territoriale e della Mobilità la quale, come scritto sul sito ufficiale, “definisce e coordina gli interventi nel settore delle infrastrutture di trasporto e dei servizi pubblici”, “promuove un’utilizzazione funzionale e parsimoniosa del suolo” nonché “un insediamento ordinato del territorio”.

Ecco questo è quello che Zali sta facendo ovvero ciò che ci si aspetta da una persona che ricopre tale ruolo, si sta preoccupando che il nostro territorio sia vivibile per chi ci abita e ci lavora, cosa che dovrebbe essere nell’interesse di tutti quanti.

Quindi a chi sta dando fastidio l’Onorevole Zali?
La risposta è abbastanza semplice, si tratta diversi imprenditori legati, direttamente e non, alla politica, che hanno soltanto a cuore il proprio business e/o quello di chi ha sostenuto la loro ascesa. Essi da anni stanno deturpando il nostro territorio in nome di una crescita economica che, non soltanto non si è vista e non si vedrà mai tranne che nelle loro tasche, ma che ha portato e sta portando soltanto problemi di cui ora ne fanno spese i ticinesi anche in termini di salute. Non a caso il Mendrisiotto, punto forte della crescita industriale e commerciale del Ticino negli ultimi 20 anni, è la regione Svizzera con il più alto tasso di tumori. Non lo sapevate? Ovvio, nessuno ha interesse a pubblicizzare questo dato, chissà come mai.

Dopo anni di letargo da parte dei suoi predecessori abbiamo finalmente in Ticino un Consigliere di Stato che sta dandosi da fare per rendere migliore la qualità dell’aria, non soltanto nel Mendrisiotto, fronte dove Zali è più attivo, ma su tutto il territorio. Sappiamo che non è un compito facile, visti i pochi mezzi economici a disposizione e l’opposizione di coloro che, approfittando di anni di lassismo da parte dei vari organi cantonali, si sono costruiti il loro piccolo impero.

Per anni la cosa è andata bene a tutti: si è costruito buttando cemento su cemento e, correndo dietro al denaro, sono state fabbricate aree industriali, aeroporti, centri commerciali ed infine residence ad alto standing destinati a facoltosi stranieri mentre il verde territorio ticinese lasciava spazio ad un sempre maggior numero di scatole di cemento.

Ad un certo punto però ha smesso di piovere manna dal cielo, è arrivata la crisi e gli investitori sono scomparsi e il cantone si è ritrovato con le casse vuote. Allora si è pensato di rivolgersi oltre confine sperando che sarebbero accorsi in massa imprenditori in fuga dalla penisola, vessati dallo Stato italiano e che il loro arrivo avrebbe portato lavoro, denaro, ed ovviamente un aumento entrate fiscali introducendo nuova linfa dorata nelle casse cantonali.

Ma le cose non sono andate come previsto, il nostro cantone è rimasto in pesante deficit e le tanto attese entrate non sono mai giunte tant’è che il nostro governo, per risparmiare, sta andando a toccare alcuni dei pilastri fondamentali della società elvetica: l’istruzione e la sanità.

Insomma ora che la situazione è sfuggita di mano, complice una moneta unica incapace di sopportare il peso della crisi europea, quello che rischia di restare del territorio ticinese sono solamente inquinamento e povertà, sia economica che sociale.

Un bel risultato, non c’è che dire, che sembra non aver fatto suonare nessun campanello d’allarme visto che nonostante i palesi risultati negativi di questi anni nel nostro cantone si continuano ad approvare politiche nefaste, che altro non possono portare se non ad un aggravamento dell’attuale situazione. Una dimostrazione è la Pianificazione Ospedaliera 2015 che significherà soltanto tagli e un peggioramento della qualità del nostro sistema sanitario.

Un altro esempio riprovevole riguarda il mondo del lavoro: nonostante i continui casi di dumping salariale e sfruttamento dei lavoratori, il massimo a cui si è giunti fin’ora è stata l’introduzione di una black list e un aumento delle multe. Un po’ poco, non trovate? Nessuno ha invece pensato di smuovere le acque a dovere, come invece sta facendo Zali dal lato ambientale, costringendo le aziende a prendersi carico dei problemi del Ticino personalmente, andando a toccare direttamente il loro borsello.

Certo, c’è ancora tanto da fare e questi primi passi compiuti dal Direttore del Dipartimento del Territorio sono soltanto un piccolo rimedio, ma non è di certo colpa sua, ma piuttosto di chi, come ripeto, ha permesso che questo sfruttamento del territorio continuasse non per anni, bensì per decenni.

In conclusione non voglio fare propaganda politica a favore di Zali dicendo che lui meriti il voto più di altri, queste sono valutazioni che ognuno farà per conto proprio, ma posso permettermi di dire che almeno lui si sta dando da fare, tutt’altro discorso invece per chi non ha trovato nulla di meglio, per disapprovare il suo agire, che attaccarsi ad una canzone di Roberto Vecchioni. [ndR: il presidente del PLR Rocco Cattaneo]

pubblicato da Cris l’Acuto