“Lascerò non solo de facto… ma de jure”

Gysin 2x (2)Dalla pagina Facebook di Greta Gysin

“Su una cosa sono d’accordo con Sergio Savoia (intervista su LiberaTV): “La coerenza con le dichiarazioni pubbliche è un prerequisito irrinunciabile per chiunque voglia fare politica”. Credo di non dovermi rimproverare molto a questo proposito e qui ribadisco: se i Verdi del Ticino non sono disposti a discutere la scoppola elettorale con la base (questo è, ridotto all’osso, la richiesta della lettera pubblica definita “cagnara” da Savoia), lascerò non solo de facto ma anche de jure questo partito in cui, oggi, non mi riconosco più.

Allo stesso tempo mi permetto qui di ricordare che prima delle elezioni Sergio Savoia ha più volte pubblicamente assicurato le proprie dimissioni se i Verdi avessero perso le elezioni (o meglio, se non fossero cresciuti). Per la serie coerenza a geometria variabile.”

Commenti

A. Greta pensa che sia venuto il momento buono. Nella sua comprensibile contestazione si accompagna però a nomi che – a un non iniziato, vogliamo ammetterlo – appaiono come evanescenti.

B. Il Coordinatore Verde sta commettendo un errore classico. Nel dopo-elezione si dibatte in evidenti difficoltà e pensa di risolverle, semplicemente, incaponendosi. Difficile che funzioni. C’è chi usa in questi casi il termine pudíco di “fermezza di carattere”, suona così bene.

C. Un test importante è vicino e sarà il voto su “Salviamo il lavoro in Ticino”. Difficile che gli avversari gli diano una mano e che gli concedano una boccata d’ossigeno, sono favori che non si fanno. Più probabile una botta.