I 10 errori di Savoia – di Stefan Krebser

Ogni santo giorno (anche due volte al giorno) andiamo a verificare se il Coordinatore Verde si sia deciso a scrivere il promesso articolo.

Non siamo in grado di valutare se questo testo, che abbiamo ricevuto un’ora fa, possa in qualche modo rimpiazzarlo. In ogni caso è interessante e con piacere lo pubblichiamo.

Krebser 1xIn attesa che dopo la sconfitta elettorale Sergio Savoia esponga, come promesso, i suoi 10 errori, eccone qui di seguito un assaggio:

1. Racconta bugie: alla domanda del sito Ticinolive, se si rende conto che se fallirà alle elezioni cantonali con la sua strategia gli taglieranno la testa risponde: “Ah ah ah. Se fallirò non ci sarà bisogno di tagliarmi la testa: darò io le dimissioni e qualcun altro subentrerà e proverà a fare meglio di me. Siamo in democrazia, per fortuna il taglio delle teste non usa più”.

2. Cambia opinione come gira il vento:

a) qualche anno fa due consiglieri nazionali verdi hanno redatto un documento che spiegava che l’immigrazione è un problema anche a livello ambientale. Sergio si è infuriato dicendo che questi due andavano espulsi dal partito. Impegnandosi a fondo a favore dell’iniziativa contro l’immigrazione ha superato questi due consiglieri nazionali, quindi dovrebbe autoespellersi dal partito dei Verdi.

b) quando è entrato nei Verdi ha criticato il fatto che non fossimo organizzati come un vero partito, che eravamo piuttosto un movimento. Ci teneva che diventassimo un vero partito con tutte le strutture necessarie, sezioni e tutto quanto. Adesso viene e dice che è tutto da abolire, che una struttura tipo movimento è meglio. Ai primi segnali di critica interna dopo le elezioni, ha capito che non può avere il controllo pieno sulle sezioni e che gli sfugge il controllo assoluto sul partito: via le sezioni, allora!

3. Dice di accettare incondizionatamente il voto del popolo: per es. è contrario al raddoppio del Gottardo, ma afferma che se questo dovesse essere accolto metterebbe la prima pietra! Se tutti facessero così, le donne non avrebbero ancora il diritto di voto. Ci mancherebbe che dopo ogni votazione persa si cambiassero gli obiettivi e la linea politica del partito!

4. Con la campagna acquisti elettorale ha attirato persone che di verde hanno solo i piselli nel congelatore, soprattutto Franco Denti che ancora un anno fa voleva convincere i Verdi a non lanciare il referendum contro il raddoppio del S. Gottardo.

5. Non sa ascoltare: durante le riunioni di comitato espone dettagliatamente, in modo molto articolato ed esauriente (come ben sa fare lui) la sua posizione. Dopo il suo intervento spesso non ascolta gli altri e scrive sms o contatta giornalisti.

6. Se non sei amico sei nemico: quando hai un’opinione diversa dalla sua hai una vita difficile all’interno dei Verdi. È una specie di mobbing per imporre la sua volontà.

7. È aggressivo: durante una riunione di comitato si è evitato per un pelo uno scontro fisico con un membro che era di opinione diversa dalla sua (anche in Gran Consiglio ha già minacciato altri deputati).

8. Con uscite pubbliche sulle sue posizioni personali, non concordate prima all’interno dei Verdi, condiziona tutta l’organizzazione. Non resta che accettare la sua posizione, sennò si va a finire come spiegato nei 2 punti precedenti.

9. Non ama caratteri forti e persone che hanno successo accanto a lui: è sotto gli occhi di tutti come è andata a finire con Greta Gysin.

10. È un seguace del principio attribuito a Machiavelli – il fine giustifica i mezzi – mentre per i Verdi il modo di porsi e agire nella vita in modo pulito, responsabile, fa già parte degli obiettivi. Un esempio concreto è la votazione sull’iniziativa della Lega per una galleria unica da Bioggio a Ponte Tresa: senza entrare nei dettagli, Savoia ha sostenuto questo progetto, contro l’opinione di molti Verdi, specialmente malcantonesi, che non ha nemmeno coinvolti. Dietro le quinte ci fu detto che questo era per bloccare il tutto… che quella galleria poi non si sarebbe mai fatta, che era una posizione tattica (leggi: una manipolazione dei votanti!). Perché non spiegare apertamente che si poteva votare sì, per avere un risultato contrario? Ma così lui fece credere alla Lega che la pensava come loro, per suoi scopi personali.

11. Denigra quelli che non sono d’accordo con lui: “i miei avversari interni… sabotatori senza un programma né idee”, mentre in realtà ha fatto fuggire dal partito vari membri attivi e propositivi, perché non in sintonia con il suo programma personale.

Il mio commento:

Purtroppo durante gli ultimi anni sono emersi degli aspetti caratteriali che non sono edificanti per Sergio Savoia e che hanno contribuito a portare i Verdi ad un saldo negativo: continuano a perdere membri attivi per acquisire simpatizzanti (di Savoia) che non saranno mai attivamente con loro. Mi sembra lecito chiedergli di lasciare la direzione dei Verdi, visto il suo utilizzo di modalità di comunicazione e di contenuti politici molto poco Verdi: aggressività piuttosto che mediazione, prese di posizione sulle persone piuttosto che analisi dei contenuti, manipolazione dell’elettorato piuttosto che informazione esplicita. I Verdi lavorano per un cambiamento del nostro modo di vivere, della nostra società materialista che sta distruggendo il pianeta, per questo a volte dobbiamo accettare di andare contro le convinzioni di molti, senza fare del populismo. I Verdi hanno già un programma, una linea politica, degli obiettivi che spaziano anche sui temi economici, sulla mobiltà e altro; si devono sempre attualizzare, ma non mi pare che ci sia bisogno di stravolgere il partito.

Stefan Krebser

già membro della Direzione nazionale dei Verdi Svizzeri
ex membro del partito dei Verdi del Ticino