Terrorismo : prossimi bersagli le chiese e le sinagoghe? – di Giorgio Ghiringhelli

San-Pietro“… non ha riferito in alcun modo sull’esistenza del mio lungo testo” scrive Ghiringhelli. Probabilmente, di fronte al divampare violento dell’incendio, chi grida “al fuoco!” è visto come un pericoloso esaltato. Che tale sia l’atteggiamento del quotidiano radicosocialista, ideologicamente buonista e politicamente corretto, caro a Dick Marty, è più che logico. Meno comprensibile il comportamento del Corriere.

Ticinolive non mancherà di concedere spazio a chiunque volesse confutare Ghiringhelli.

incendioSabato 14 novembre, il giorno dopo gli attentati di Parigi, avevo trasmesso alla stampa ticinese un mio “saggio” di 40 pagine sui Fratelli Musulmani – in preparazione da quattro mesi – intitolato “La Comunità islamica ticinese cavallo di Troia dei Fratelli musulmani” e pubblicato sul sito www.ilguastafeste.ch . Nel comunicato che accompagnava il testo avevo segnalato in particolare un passaggio del capitolo intitolato “In Europa si avvicina lo scontro finale con l’Islam” che si era rivelato terribilmente premonitore. Eccolo :

Ghiro“V’è dunque da attendersi che i terroristi si faranno vivi molto presto, magari quando il Califfato dell’ISIS, sempre più “sotto pressione”, avrà interesse ad ampliare lo scontro e a portare la guerra sul suolo europeo. A quel momento verrà scatenata nelle città europee un’offensiva a base di attacchi terroristici : ogni bersaglio sarà buono per creare il caos, e verranno presi di mira soprattutto i luoghi molto frequentati dal pubblico, come i trasporti pubblici (in particolare i bus e i treni : occhio alle gallerie del San Gottardo…), i grandi commerci, gli aeroporti, i musei, le chiese e le sinagoghe. I bersagli più a rischio, per motivi simbolici, saranno il Vaticano, la Piazza San Pietro (magari nell’Anno Santo dedicato alla misericordia che si terrà dall’8 dicembre 2015 al 20 novembre 2016) e lo stesso Papa : se ciò dovesse accadere, temo che quella sarebbe la scintilla che darebbe avvio alla rivolta dei cristiani, e non solo a livello europeo”.

La stampa però, a parte il GdP che vi ha dedicato un editoriale dell’ex-direttore Claudio Mésoniat e a parte i siti online Mattinonline e Ticinolive, non ha riferito in alcun modo sull’esistenza del mio lungo testo.

Oggi apprendo dai giornali che l’Isis ha invitato i suoi seguaci in Europa a non dirigersi verso la Siria ma a compiere attentati terroristici direttamente nei loro Paesi. Secondo fonti della sicurezza inglese sembrerebbe che agli estremisti con sede nel Regno Unito sia stato raccomandato di prendere di mira solo gli “infedeli” e di non uccidere musulmani (come invece è stato fatto negli attentati di Parigi, dove i terroristi hanno colpito alla cieca sparando nel mucchio).

Quindi se tale invito verrà accolto v’è da attendersi che i prossimi atti terroristici saranno “mirati” in modo da limitare al minimo i “danni collaterali” ai musulmani.

Resta dunque da chiedersi come sarà possibile raggiungere questo obiettivo. Una possibilità potrebbe essere quella già adottata nell’ultimo attentato in Malì all’hotel Radisson, e cioè introdursi in un luogo chiuso (come un hotel, o una sala cinematografica, o un teatro, o un ristorante, o un museo, o una nave da crociera), separare i musulmani dai non musulmani e poi accanirsi solo contro questi ultimi.

Ma a ben pensarci temo che la soluzione più semplice sarebbe quella che avevo già menzionato nella seconda parte della frase summenzionata tratta dal mio “saggio”, e cioè attaccare le chiese e le sinagoghe, frequentate quasi esclusivamente da cristiani ed ebrei, cioè da “infedeli”. E in particolare, magari superando i controlli di sicurezza con l’ausilio di droni volanti carichi di esplosivo, colpire la Piazza e la Basilica di San Pietro.

Tempi sempre più bui ci attendono. Ma per me non è una sorpresa. Già nel 2006 avevo inviato alla stampa un articolo (riportato sul mio sito web) intitolato : “Islamizzazione dell’Europa : o si reagisce, o si subisce!”. A causa dei soliti buonisti “politicamente corretti” che continuano a credere alla favola dell’Islam religione di pace e a causa di Governi e politici che intrallazzano con i ricchi Paesi arabi, finanziatori del terrorismo e della radicalizzazione islamica, si è tardato troppo a reagire e ora ci tocca subire…

Giorgio Ghiringhelli, Losone