Piccoli cristiani benpensanti – Zibaldone di Gianfranco Soldati

PresepeI “cretini benpensanti”, dove cretino va inteso nel senso etimologico, a dire il vero da taluni contestato, di “piccoli cristiani”, imperversano più che mai. Nel Canton Lucerna, in seguito ad una lamentela di un giovane immigrato, un insegnante di religione in carica da anni è stato licenziato dal rettore di una scuola per essersi criticamente espresso su certi aspetti dell’islamismo. In due scuole (Biregg e Hubelmatt) si sono addirittura messi a disposizione appositi locali, frequentabili solo fuori dalle ore di insegnamento, per la pratica della preghiera con il capo rivolto in direzione della Mecca e le terga nella direzione opposta. Nello stesso Canton Lucerna, come del resto anche in Ticino, si sono da tempo eliminati i crocifissi per non urtare l’animo particolarmente sensibile di giovani credenti musulmani.

soldatiQuesti benpensanti escludono che simili provvedimenti possano urtare il senso di giustizia (alla cui base invece sta sempre e sempre deve stare la reciprocità) della popolazione non musulmana da loro amministrata. Adesso nel Canton Lucerna, come del resto anche in Ticino, tutti vivono felici e contenti, con un senso di indicibile sollievo, grazie al sollecito e previdente allontanamente dalle nostre aule scolastiche di crocefissi che tanto urtavano la sensibilità dei nostri graditi ospiti.

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A Colonia c’è una procura tedesca che si sta particolarmente distinguendo per aver perfettamente fatta propria la tecnica brigantesca della giustizia americana nell’accusare le nostre banche di aiuto all’evasione fiscale sulla base di testimonianze più che dubbie al fine di potere estorcere loro somme a 6 o più zeri. La strategia messa in atto è oramai conosciuta. Si parte da accuse gravissime, tali da mettere in uno stato di ansia e di paura la povera vittima, che si vede confrontata con diatribe giuridiche di durata, esito e costi più che incerti. Comprensibile quindi che l’accusato, privato o ente bancario che sia, solitamente ben provvisto di mezzi finanziarii, scelga la scorciatoia invece della strada ben più logorante della difesa dei propri diritti.

È notizia di pochi giorni fa che un membro di una grande famiglia di banchieri basilesi (Sarasin per non fare nomi) ha ottenuto il non luogo a procedere con esborso di poche centinaia di migliaia di franchi. Per lui forse una bazzecola, per la Giustizia con la “G” maiuscola un ricatto legalizzato.

Vorrei qui ricordare l’unico caso a me conosciuto di banchiere di alto rango che ha osato sfidare la giustizia americana, pagando però con mesi di carcerazione e 4 anni di angoscia e momenti di depressione. Il processo si concluse con un’assoluzione con formula piena da parte di un giudice monocratico. Si tratta di Raoul Weil, direttore UBS per l’America del Nord, accusato di frode fiscale da una procura statunitense sulla base di accuse di un suo collaboratore rivelatesi false.

Un’assoluzione, quella di Weil, festeggiata al suo ritorno in patria come una vittoria di Davide contro Golia.

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Statistiche federali del 2014 (ultime disponibili), tolte dalla “Weltwoche”, a incontestabile dimostrazione della necessità di un’accettazione dell’iniziativa UDC per l’espulsione obbligata di criminali stranieri che siamo chiamati a votare il prossimo 28 febbraio.

Ospiti delle carceri nazionali: 73% stranieri, 27% svizzeri, oltre la metà di questi ultimi con firma ancora bagnata. Cifre da considerare tenendo conto del fatto che gli stranieri sono un quarto della popolazione residente. Tra i carcerati per ricettazione e furti gli stranieri sono l’83% del totale, cui si potrebbero aggiungere i “turisti” rumeni, francesi o italiani che non vengono quasi mai individuati. Per ricatto stanno in cella un 73% di stranieri, per rapina 76%, per stupro 67%, per omicidio 52%, per lesioni gravi 65%, per lesioni semplici 63%, per danneggiamenti materiali 72%.

Sono cifre che ai nostri buonisti ad oltranza non interessano. Ognuno ha diritto ad un giudice, e c’è perfino chi vorrebbe attribuire d’ufficio e a nostre spese un avvocato ad ogni richiedente l’asilo. Che assurda taccagneria. Attribuiamo anche un medico personale. Badanti no, perché di richiedenti l’asilo anziani non ce ne sono (loro stanno bene, arzilli e vegeti, nei paesi da dove provengono i giovani). Autisti personali neppure, perché l’attribuzione automatica di veicoli a 4, 3 o 2 ruote (usati ma collaudati) non è ancora stata presa in considerazione dalla Signora Sommaruga.

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Littuno 3Sul mio monte di Littuno voglio mettere un cartello:

questo rustico
non è un rudere
non è da radere
né per ridere
né per rodere

Littuno 2Littuno*

Ruedi Lustenberger, PPD-CVP, è stato presidente del Consiglio nazionale nel 2014. In occasione del 1° agosto 2015 ha concesso una lunga intervista a “Zeit-Fragen”, esprimendo tra altro la sua preoccupazione per il fatto che in Svizzera lo stato di diritto non è più in grado di farsi valere, e neppure si vuole farlo, di fronte alle migliaia di “sans papier” che ospitiamo. Schengen e Dublino si sono rivelati per quel che sono, “Schönwetterpapiere”, documenti validi solo in caso di bel tempo.

Schengen vale solo nella misura in cui la sorveglianza alle frontiere esterne dell’UE è assicurata, Dublino solo per l’effettiva disponibilità degli stati di primo arrivo ad applicarne le disposizioni.

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Che gli USA siano impegnati nel tentativo di impedire a Cina e Russia di contendere loro il ruolo di potenza egemone indiscussa dovrebbe oramai essere chiaro a tutti.

Gianfranco Soldati