Gas Social a testa bassa contro gli sciacalli

Avevamo copia-incollato e conservato questo frammento, tratto da gas.social e scritto alcuni giorni or sono da Corrado Mordasini. Poi l’abbiamo dimenticato. Infine l’abbiamo “rivisitato” e ve lo proponiamo qui.

È un frammento interessante, vivace, e compilato con un certo talento. Da un lato, tessendo lodi, tende a ingraziarsi il potere superstite (qualcosa resterà pure) nel blasonato fortino del villaggio sulla collina. Dall’altro si conquista meriti scagliandosi a testa bassa contro i pessimi inventori e promotori del Terrario, individuati con l’inconfondibile numero 25.

“L’edificio che ha contribuito a farci crescere”. “La debolezza che voi avete contribuito a creare”. “Sciacalli”. Quali lodi! E quali brucianti rimproveri!

Potrà sembrare cinico ma io penso che un certo “indebolimento” di quel Leviatano mediatico (eccedo nell’iperbole) sia tutto sommato auspicabile. In fin dei conti in tutti questi anni (parlo di almeno quattro decenni) esso non ha fatto altro che avversare un’unica parte politica. Certo, sbandierando la volontà di agire al fine della “coesione nazionale”, dichiarata a beneficio dei beoti e degli allocchi (nella speranza che i beoti e gli allocchi ci credessero).

Che cosa i “grattaculi privilegiati” – che noi chiameremo castamente famuli dorati – facessero, a chi e a che cosa servissero (e tuttora servano) per noi è chiaro. Non sta a noi difenderli. Mordasini lo fa già molto bene. Ora leggiamolo insieme.

Sciacallo” 25 anni a sputare veleno sull’ente radiotelevisivo, sul terrario RTSI, sui fuchi rossi strapagati. 25 anni a sgretolare sasso dopo sasso quell’edificio che ha contribuito a farci crescere. 25 anni per indebolire la bestia, che adesso viene azzannata dagli sciacalli che vogliono i soldi del canone e la pubblicità per sé. Gente che non assumerà mai i licenziati RSI, gente che paga la metà degli stipendi e chiede il doppio dei sacrifici. Precariato, lotte intestine aspettano anche quelli che la testa l’hanno salvata.

Non si fa così? Ci vuole rispetto per i professionisti? Per quei fuchi rossi su cui sparavate ogni domenica con nome e cognome, su quei grattaculi privilegiati che ricevevano stipendi da favola? Ma poi per gli scenografi, i tiracavi, i microfonisti, gli archivisti, i grafici, tutto quel circo che tiene in piedi anche il nostro essere come Ticinesi. Per 25 anni avete eruttato invidia nei confronti di tutti quelli che non solo magari non la pensavano come voi, ma osavano andare in una direzione a voi non gradita. Quella gente adesso, oltre alle cazzate della direzione, paga anche la debolezza che voi avete contribuito a creare. Un virus che rende l’ente facilmente attaccabile dagli anticorpi. “