Hitler superstar – Si spende a piene mani la croce uncinata – Landolt, FFS e… Ambrosetti

francoambrosetti2-1-yxFotografia di Dániel Vass

* * *

Sul Corriere del Ticino di ieri Franco Ambrosetti, in un articolo pieno di verve, attacca il ministro Zali e la sua Tassa di collegamento (detta anche “ecobalzello”).

Premesso che

  • abbiamo firmato il referendum e nel giorno stabilito per la votazione imbucheremo nell’urna un sonoro NO,
  • non abbiamo alcuna particolare simpatia per il ministro Zali né per la sua (molto innovativa) linea “ecoleghista”,

giudichiamo comunque oltraggiosi e inaccettabili certi paragoni formulati da Ambrosetti nel suo articolo. Bisogna solo leggere:

“Impiombata nel preventivo qualunque tassa diviene intoccabile e le reazioni contrarie dei cittadini autorizzano l’autorità a minacciare ritorsioni spacciandole per inevitabili. Un sistema per neutralizzare i diritti popolari di cui fanno abbondante uso le democrazie fantoccio tipo Venezuela o Corea del nord”.

“… c’è chi ha espresso ammirazione per la coerenza del ministro che, bontà sua, ci ha resi attenti ai rischi di un voto contrario alla tassa di collegamento. Vorrei ricordare che la coerenza, malauguratamente, non è sempre e comunque una virtù. Sei milioni di ebrei furono vittime della coerenza estrema di un regime degenerato e perverso …”

ArbeitCome si possono scrivere simili bestialità? Qui non stiamo parlando di uno sprayer che scrive di notte sui muri di via Cattedrale o via Bertaccio, ma di una persona che nella nostra società riveste ruoli importanti.

Viene da domandarsi: perché questa deplorevole perdita di controllo? Forse nasce da una cieca rabbia innescata dall’esagerato successo di coloro che (ancora e sempre) sono visti come Usurpatori?

NOTA. Ad Ambrosetti vogliamo, tuttavia, anche tributare una lode. Egli scrive: “Quando in parlamento il PLR ha votato a favore di quella scempiaggine che si chiama tassa di collegamento, ha tradito se stesso” e ha ragione da vendere.

La nostra impressione (lo scriviamo per la seconda volta) è che tale SÌ sia stato essenzialmente tattico, in un certo senso “finto”. E si vedrà molto presto.