Non è risentimento, è decenza! – di Donatello Poggi

Io pubblico sempre volentieri il sanguigno Donatello. Ma mi permetto di fargli osservare che un simile sfogo, pur comprensibile, non ottiene alcun risultato concreto.

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Donatello Poggi ySiete stati messi lì, non a gratis e per volontà vostra, per fare gli interessi del cantone Ticino anche nel rispetto della sua Costituzione. State solo, a parte i soliti bla bla di rito, mettendo (ancora!) le mani nelle tasche dei ticinesi. Qualcuno, anni fa, chiedeva i voti promettendo di essere diverso dagli altri; purtroppo ora è lì in mezzo al “magma”. Per la serie: come prima più di prima! Politicanti (non politici) che operano col bilancino quasi di nascosto (ah la collegialità …) per non perdere voti di qui e “amicizie importanti” di là.

Il mio non è risentimento (a qualcuno fa comodo dirlo?), è decenza. Volete provocare? Siamo pronti. Le imposte cantonali pagatele Voi, considerando che Voi le generate con: non vere scelte politiche, mancate decisioni, mancanza di coraggio politico (vedi i salassi continui per il Ticino in merito ai premi cassa malati), nessuna vera riforma degna di questo nome (alla fine ci sono sempre gli arrangiamenti/emendamenti partitici), continua lottizzazione politica nell’amministrazione pubblica più gonfiata del mondo, continui rinvii su temi prioritari, mancanza di lungimiranza politica e refrain che sentivo già nel 1995, quando entrai per la prima vota in Parlamento. Molti lo mormorano, io lo dico e lo scrivo.

Può piacere o meno, ma ho avuto modo di costatarlo quando allora ero in Gran Consiglio: da anni in Ticino mancano in politica personalità come Pietro Martinelli, Giuseppe Buffi o Marina Masoni, piaccia o meno … Prova ne è che da lì via non si è fatto che peggiorare. Dice di no? In che Cantone vive? Dice: il risentimento non serve a niente …

Ma il mio non è risentimento, è decenza. Lo scriveva già Filippo Facci tempo fa su “Libero”, il quotidiano che leggo da tempo poiché il Corriere della Sera e La Repubblica non attirano più la mia attenzione, sono ormai diventati megafoni acritici del governo Renzi.

Eh sì, c’è ancora chi ha il coraggio di dire di no e di tenere alto lo sguardo. Disturba? Dice, specie i pontificatori dell’ormai smunta e sempre meno credibile gauche-caviar nostrana. E intanto, come diceva il grande Totò: “E io pago …” Questa gettonatissima e sempre attuale espressione, per chi si ricorda, era ben visibile anche sulla scrivania dell’indimenticabile Nano. Dice.

In questo Cantone non si vede più, da troppo tempo, la vera Politica (finì con la creazione del’USI alla fine degli anni 90?) ma unicamente spicciola contabilità. Dice.

Donatello Poggi, Giornico

Già deputato in Gran Consiglio