Pace all’anima tua, Fidel Castro!

Scelgo come “pensiero del giorno” questo lungo e intenso post di Larissa Conti, che – in un certo senso – “si mette nei panni” di Fidel. 

Agli occhi di Kennedy Castro era un nemico e un criminale, lì non ci piove. (Confessione, non dovrei) Sapete come io misuro la mia progrediente “anzianità”? Dal fatto che le cose mi appaiono sempre più relative. Ma forse è anche un bene.

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fidel-castro-2Siamo tutti bravi ad affibbiare gli appellativi che ci vengono imposti dai mass media e non vogliamo “spremere le nostre meningi” per andare oltre.

Inizialmente non volevo sbilanciarmi in merito alla morte di Castro. Un personaggio controverso, pieno di pregi e ancor più di difetti che gli abbiamo attribuito grazie ai pregiudizi che ci siamo fatti su di lui, inevitabilmente, senza conoscerlo.

A prescindere che sono contro qualsiasi rivoluzione (!), ciononostante bisogna ricordarsi per quale motivo e contro chi era rivolta a suo tempo la rivoluzione cubana. Chi furono i primi ad andarsene dall’isola, mantenendo comunque il suo possesso di quella fogna chiamata Guantanamo?

Non confondiamo la rivoluzione cubana con le rivoluzioni colorate degli anni 2000-2016, che sono una catena di eventi controlati e manipolati dall’estero da chi sappiamo, a partire dalla gogna contro Miloshevich in Yugoslavia. La civiltà moderna vive nel relativismo einsteiniano e nelle sue manifestazioni in tutti gli ambiti della nostra vita. Abbiamo la facoltà di valutare tutto in questo mondo attraverso il paragone.

larissa-2La Cuba, da tanti anni sotto la “dittatura castrista”, vicina alla democratica Haiti (tutti dimenticano che essa fu il PRIMO stato democratico dal 1804, dichiarando l’indipendenza dalla Francia), l’altrettanto democratica Rep. Domenicana e la democratica Jamaica sono tutte isole, “ISOLATE” dal resto del mondo dal mare. E a soli 80 km dalle coste della Cuba vediamo la lussuosa, esuberante, depravata Florida, con la più bassa pressione fiscale di tutto il Nord America, dove affluiscono i capitali di tutti i ricconi del mondo e degli Stati Uniti e dove sono scappati i poveri oppressi cubani, abbagliati dalle luci dei casinò e attirati dai motori dei barconi lussuosi: il massimo raggiungimento di una democrazia, acquistati sia le villone sfarzose che i barconi facendo debiti, il secondo fondamento della democrazia moderna, cioè il debito, lo scotto che si paga per respirare in questo mondo democratico.

No, non paragoniamo la Cuba castrista con le baraccopoli di Detroit o di altri stati americani, nei quali le case di cartapesta vengono spazzate via da un tornado nella stessa identica maniera in cui vengono spazzate via da un uragano le case ad Haiti e dove la gente è costretta a ipotecare la casa per pagare le cure del cancro a un figlio o alla moglie.

Provate a vivere voi nel mondo moderno, vivendo di sola agricoltura su un isola, con un EMBARGO a voi imposto dai vostri vicini, aiutati soltanto dalla Russia o da altri paesi che si trovano chissà dove… Immaginatevi a capo di quel minuscolo stato, nelle condizioni politiche del momento. Provate VOI a creare una società e un’economia basata sulla parità sociale, dove l’istruzione, la medicina sono garantiti e gratuiti a tutti nel contesto del totale embargo in mezzo al mare invece che sulla competizione e la sopravvivenza capitalista dove ognuno pensa solo al proprio benessere.

Saresti riuscito TU a fare meglio di Castro? Hai abbastanza acume per farlo? E come difenderesti il tuo diritto a vivere come vuoi tu, se le forze nemiche continuano a interferire nella tua vita politica e sociale? Noi giudichiamo, ma non ci mettiamo nei panni di Castro, il quale ha dedicato la sua vita a non tradire gli ideali di coloro che l’hanno sostenuto a suo tempo.

Valutate la condizione dei cubani, guardando le donne bisognose costretta ad andare a letto con i vecchietti bianchi, provenienti dal mondo “democratico” che vanno là per portarsele a letto a basso costo, perchè nell’Europa democratica non hanno neppure i soldi per piangere, con le loro pensioni.

Mi sa che l’ipocrisia è diventata la virtù principale del nostro mondo occidentale stereotipato.
Non sto cantando le lodi a Castro, né penso alla presunta liberazione della Cuba. Faccio una riflessione ad alta voce e mi sono posta quelle domande sopra alle quali cerco le risposte dentro di me.

Pace all’anima tua, Fidel Castro!

Post di Larissa Conti