L’attentato a Teheran, sotto attacco il Parlamento e il Mausoleo

 

Zarif

L’Iran è stato scosso due giorni fa da due brutali attentati nella capitale. L’azione è stata rivendicata dall’ISIS, che già da diversi mesi minacciava gli iraniani.

Gli attentatori hanno colpito alle 10.30 ora locale di Teheran prendendo di mira il Parlamento e il Mausoleo di Ruhollah Khomeini, fondatore della Repubblica Islamica d’Iran. Vestiti da donne, tre uomini sono entrati nel parlamento e hanno cominciato a sparare, prima che la polizia potesse intervenire uno di loro si è fatto esplodere mentre gli altri due attentatori sono stati uccisi prima di poter raggiungere l’edificio dove si trovavano i parlamentari.

Negli stessi istanti al Mausoleo un uomo e una donna hanno seguito lo stesso copione: prima spari e poi l’esplosione di uno dei due. Anche in questo caso il complice è stato ucciso dalle forze dell’ordine. Il bilancio definitivo degli attentati che due giorni fa hanno colpito Teheran è di 17 morti e circa 40 feriti.

(Nella foto: un bambino viene fatto uscire dal Parlamento di Teheran)

È stato il primo vero attentato dell’ISIS in Iran ma visto l’odio che gli esponenti dello Stato Islamico hanno sempre dimostrato verso gli sciiti, rende poco sorprendente la scelta del bersaglio. Sciiti e sunniti sono i due principali orientamenti dell’Islam e hanno spesso dimostrato una forte rivalità nei loro rapporti. L’Iran dal 1979 è una teocrazia islamica in mano agli sciiti mentre l’ISIS è un’organizzazione terroristica sunnita. Nonostante questo in passato non ha mostrato pietà nemmeno per i sunniti stessi e ha a lungo combattuto contro i ribelli sunniti anti-Assad in Siria.

Controversa la reazione di Donald Trump, che ha detto: “Piangiamo e preghiamo per le vittime innocenti degli attacchi terroristici in Iran e per il popolo iraniano che sta passando momenti difficili; sottolineiamo che i Paesi sponsor del terrorismo rischiano di diventare vittime del male che promuovono”. Parole definite “ripugnanti” dal ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif e che sicuramente non migliorano i rapporti già tesi tra Iran e USA.