Canapa Light: l’epoca dei canapai non ha insegnato nulla? – di Ugo Cancelli

Interrogazione

Onorevole Signor Sindaco, Onorevoli Signori Municipali,

Recentemente a livello federale è stata autorizzata la vendita di sigarette e prodotti a base di canapa cosiddetta “light” (meno di 1% di THC). Per evitare il ripetersi delle devastanti esperienze avvenute tra la fine degli anni novanta e il 2000, la città di Chiasso con un’ordinanza municipale ha esplicitamente vietato la coltivazione e lo smercio di questi prodotti a basso tenore di THC su tutto il proprio territorio. In particolare sono vietate attività economiche connesse con questi prodotti (piantagioni e canapai) nel raggio di 300 metri attorno a luoghi sensibili (scuole, parchi giochi, luoghi adibiti ad attività sportive, luoghi di culto, istituti per anziani, ecc.). Il divieto comprende anche le attività di vendita ambulanti. Il Municipio di Chiasso ha specificato che eventuali violazioni saranno sanzionate in base all’articolo 199 del Codice di Procedura Penale.

Alla luce di quanto esposto sopra, avvalendomi delle facoltà concesse dalla LOC, chiedo al Lodevole Municipio:

1) Qual è la situazione nella città di Lugano sul fronte della vendita di canapa light? Il fenomeno è attualmente monitorato?

2) Intende l’esecutivo di Lugano seguire l’esempio di Chiasso ed emanare un’ordinanza simile che eviti il ritorno su tutto il territorio comunale del lucroso business dei canapai “light”?

3) Intende il Municipio intensificare l’informazione ai giovani e nelle scuole sui pericoli inerenti al consumo di cannabis e marijuana e incentivare la prevenzione verso le fasce più sensibili?

4) Considerati gli effetti (in particolare in caso di guida) della canapa light, intende il Municipio seguire l’esempio della Polizia Cantonale e vietare a tutti gli agenti e autisti il consumo di prodotti a base di canapa anche se inferiori all’1% di THC?

Ugo Cancelli, consigliere comunale