Arminio Sciolli, Direttore del Rivellino di Locarno, racconta Astana EXPO | Lo intervista Francesco De Maria

Eclettico, Cultore di Bellezza e Collezionista d’Arte, Arminio Sciolli racconta a Ticinolive la sua grande e intensa esperienza ad Astana Expo. | Lo intervista Francesco De Maria, direttore di Ticinolive

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Francesco De Maria  Lei è partito per Astana il giorno stesso in cui di Festival di Locarno si concludeva. Una partenza improvvisa?

Arminio Sciolli  Affatto. Era da Milano EXPO, due anni fa, dove curavo Arte in Diretta per il Padiglione del Corriere della Sera, che intendevo andare ad Astana EXPO per un programma simile. Anche se le prime alleanze non avevano dato frutto, l’Ambasciatore italiano ad Astana mi aveva già invitato ad andare ad inizio luglio. Un malinteso col primo artista scelto bloccò l’ingranaggio. Poi la mostra performativa di Tong Yanrunan mi legò a Locarno e cosi la visita di mio figlio Adrian che vedo raramente, e cosi parti il giorno dopo il suo rientro negli States. Sono inizialmente partito con l`artista Ottavio Mangiarini per restare 6 giorni ad Astana. Per prudenza comperavo un biglietto di rientro a prezzo stracciato per l`11 settembre, il giorno dopo la chiusura di EXPO.

Come ha vissuto in questo 2017 i giorni del Festival? C’è stata sinergia, collaborazione?
In assoluto i migliori giorni col Festival : da amici, e si e` sentito tramite l`energia positiva che emanava. Bellissima rassegna che segnava anche diversi importanti traguardi;il 70`, il Palacinema, la banconota di 20 franchi e tante altre belle cose.
Perché ha deciso di “puntare” all’Expo del Kazakistan (e di restarci così a lungo, un mese intero)?
Innazitutto avevo annunciato che sarei andato su tutti i media, incluso nell`inserto Vedere in Ticino del prestigioso Giornale dell`Arte, e non potevo perdere la faccia. Poi per dimostrare soprattutto a me stesso che sono il migliore, che non mi arrendo nemmeno di fronte all`avversita` o al cattivo karma. Oggi punto sull1EXPO di Dubai del 2020 con una installazione “On the Road” (l`esposizione ha per tema la mobilita`) che esibira` la casa originale di Jack Kerouac smontata e rimontata con mobili, quadri, abiti e lo “Scroll” di Sulla Strada con una installazione visionaria di Peter Greenaway che non ha dimenticato l`automobile di Stella Kerouac che vola in circoli attorno alla dimora e con un rollercoaster multimediale.
Chi ha finanziato questa (immagino) costosa operazione?
Mio fratello Paolo e io. All`inizio l`ambasciata italiana poteva contribuire in situ, ma dei disguidi iniziali complicarono la situazione.


Gli scopi che lei si riprometteva sono stati raggiunti? In tutto? In parte?
Certamente : dovevo organizzare 6 sedute serali per Ottavio Mangiarini per realizzare un massimo di 4 tele e invece ne ha realizzate 8 (giganti) e 160 ritratti!! Maestro Mangiarini ha prolungato il suo viaggio di 4 giorni. Poi sul posto ho conosciuto l`artista multimediale Martin Romeo che presentava l`installazione del Veneto e mostrandomi il suo CV ho visto che dipingeva, e ha dipinto per 6 giorni, non so come e` arrivato Ultramarine e ho guadagnato 4 giorni… e quando stavo per rientrare EXPO Internationalmi ha chiesto di portre altri artisti internazionali per delle performance nelle piazze di uso comune e mi e` arrivato Izuru Mizutani dal Giappone, ed e` poi arrivato Doncho Donchev dalla Bulgaria e Yaroslav Levchenko, artista russo residente ad Atene in mezzo alla corte del Sindaco Borradori e promosso dalla Fondazione IAC di Locarno… Tong Yanrunan e Stephan Spicher non sono arrivati per un pelo…
Come mai – per le brillanti attività artistiche da lei organizzate, in particolare di life painting – ha trovato ospitalità presso il Padiglione italiano (e non quello svizzero)?
Io sono svizzero perche` e` la patria di mio padre, ma non credo corrisponda alla mia personalità estremamente cattolica (controriformista) e ottimista. Ho vissuto sempre in capitali e in paesi allegri : l`Italia e il Sudamerica. L`ambasciatore italiano Stefano Ravagnan fungeva anche da Commissario del Padiglione Italia e si e` impegnato a pieno regime per il successo del suo vascello che ha sempre arricchito con attivita` non previste in partenza. Gli svizzeri invece sono legati al politically correct e alla precisa esecuzione degli ordini impartiti da Berna anni prima, castigando l`improvvisazione. Stephan Spicher avrebbero potuto invitarlo, peccato. Al Padiglione Italiano, o meglio all`Italian Art Corner che abbiamo ricavato dallo sboffo esterno, ero autorizzato ad invitare solo artisti italiani e kazaki. Anche questa regola e` caduta alla fine.


Quanti artisti ha “convocato”, in un mese, ad Astana?
Uno in partenza, finito in 7, contando anche giovane kazako Batyr Alpamys.
Ripeto i loro nomi perche` sono tutti degni di gloria nell`Olimpo delle Arti e meritano tutte le lodi : Ottavio Mangiarini, Batyr Alpamys, Martin Romeo, Ultramarine (Michele Lamassa), Izuru Mizutani, Doncho Donchev e Yaroslav Livichenko.
Lei ha stabilito un rapporto privilegiato con il padiglione della Lituania, lo si è visto chiaramente. Come mai?
Innazitutto condivideva la stessa parete col padiglione Italia, e poi per una estrema tenerezza che sento verso quel popolo simile agli Hobbit di Tolkien. Mia moglie apparteneva alla diaspora lituana fuggita nel 1945 in Venezuela e i miei tre figli sono per metà di sangue lituano. Incontrando i singoli membri del padiglione ho ricostruito diversi psicodrammi del mio passato. Ho (ri)vissuto momenti di estrema felicità.
Il 6 settembre Marco Borradori, sindaco di Lugano, ha visitato l’Expo. Ci racconti quella importante giornata.
Posso raccontare ben poco, io non conto molto, ma l`ho salutato al Padiglione Svizzera al suo arrivo, e poi mi onorato incommensurabililmente rendendo visita almio Italian Art Corner allargatosi al patio del Padiglione Lituania quel giorno li. Mi ha poi seguito all`Astana Contemporary Art Center (il MASI di Astana) per visitare la mostra di fotografie sull`architettura moderna sovietica ad Almaty, prodotta dall`influente e potente Garage Museum di Mosca. Il Sindaco Borradori ha fatto brillare la Citta` di Lugano intrattenedosi su temi culturali con la giovane direttrice Jama Nurkalieva.
Com’era composta la delegazione guidata dal Sindaco?
A parte al Segretario di Stato Mauro dell`Ambrogio che non vedevo da molti anni, ho conosciuto sul posto Roberto Poretti, direttore delPromovimento Economico che mi ha dato subito un ottima impressione. Francamente non ho partecipato alle altre conferenze.

Esclusiva di Ticinolive