Israele. Sicurezza e antiterrorismo – di Michael Sfaradi

Gerusalemme 19 Marzo 2018

La notizia che arriva da Israele, pubblicata tra gli altri anche dal sito del quotidiano Yediot Ahronoth sulla pagina:

https://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-5179187,00.html

è di quelle che in un mondo con un’informazione libera da legacci politici avrebbe già riempito le prime pagine di tutti i quotidiani e sarebbe stata trasmessa in apertura dei servizi dai telegiornali.

Il servizio di controspionaggio e sicurezza nazionale israeliano ‘Shin Bet’ ha arrestato Romain Franck, cittadino francese e dipendente dell’ambasciata di Francia in Israele che prestava servizio presso il consolato di Gerusalemme per aver usato un auto con targa diplomatica per trasportare armi di Hamas da e per la Striscia di Gaza verso le cellule dell’organizzazione terroristica in Cisgiordania.

Insieme a lui e son le stesse accuse sono stati arrestati altri due membri dello staff del consolato francese sospettati di contrabbando di armi di Hamas e diversi altri palestinesi dalla Striscia di Gaza che si trovavano illegalmente nella West Bank.

L’arresto, eseguito da agenti dello Shin Bet in collaborazione con i militari dell’Unità COGAT, responsabile dei valichi fra Israele e la Striscia di Gaza, è avvenuto la settimana scorsa al valico di Eretz ma soltanto ieri in tarda serata c’è stata l’autorizzazione alla pubblicazione della notizia, bisognava aspettare che fossero eseguiti tutti gli arresti delle persone implicate,

Secondo gli inquirenti Romain Franck e il suo interprete guida, un palestinese residente a Gerusalemme, avrebbero trasportato a più riprese 70 pistole di vario tipo e due fucili d’assalto AK 47  Kalashnikov.

Un portavoce dell’Ambasciata francese a Tel Aviv ha definito Franck un membro del consolato generale a Gerusalemme confermando che la Francia sta prendendo sul serio il caso e collaborando con le autorità israeliane.

Il ministero degli esteri francese, infatti, ha rimosso la sua immunità diplomatica consentendo alle autorità israeliane di interrogarlo, cosa che verrà al più presto eseguita dal magistrato inquirente presso la procura di Beer Sheva. Romain Franck, autista di poco più vent’anni, eseguiva regolarmente il percorso tra Gerusalemme e Gaza per motivi di servizio.

Dall’interrogatorio di Romain Franck potrebbero aprirsi nuove piste di indagine per capire chi ha giocato il ruolo di tessitore di una trama che poteva portare Francia e Israele a un vero strappo diplomatico. Un funzionario israeliano che ha voluto mantenere l’anonimato, ha definito “molto grave” l’episodio ma, ringraziando le autorità francesi per la collaborazione, ha chiarito che non influirà sui legami tra Gerusalemme e Parigi.

Lo Shin Bet però, meno legato alla dialettica diplomatica, ha denunciato lo sfruttamento cinico dell’immunità e dei privilegi concessi ai rappresentanti stranieri in Israele per contrabbandare armi … che potrebbero essere utilizzate in attacchi terroristici contro cittadini israeliani e forze di sicurezza mentre il coordinatore delle attività governative nei territori, il generale Yoav Mordechai, non ha perso occasione per criticare ancora una volta lo sfruttamento, cinico e senza fine, degli aiuti umanitari e degli aiuti internazionali da parte delle infrastrutture terroristiche dichiarando:

“Questo evento chiarisce solo la necessità di una politica rigorosa sulla concessione dei permessi di ingresso. Gli organismi internazionali sono tenuti a svolgere ispezioni interne per assicurare che gli aiuti vadano agli abitanti di Gaza e non al terrorismo”.

Il parlamentare francese Meyer Habib, rappresentante dei cittadini francesi che vivono in Israele, nella West Bank e a Gaza, ha dichiarato: “Purtroppo, questo non è il primo problema in cui è stato coinvolto il consolato francese a Gerusalemme che, purtroppo, è di fatto diventato l’ambasciata francese presso l’Autorità palestinese “.

A tutto ciò bisogna anche aggiungere un precedente del 2013 quando un impiegato dell’Ambasciata di Francia in Israele, beneficiando dell’immunità diplomatica, fu coinvolto in un episodio di contrabbando con la Giordania. Al suo passaggio al valico di frontiera furono trovati a bordo del suo veicolo 150 chilogrammi d’oro, assegni per il valore di due milioni di dollari, centinaia di telefoni cellulari e 500 chilogrammi di tabacco.

Michael Sfaradi