Ercole ed il suo mito: quando la svizzera incontra l’arte italiana di Cristina T. Chiochia

La mostra Ercole ed il suo mito (catalogo edito da skira editore) in una reggia che è un fiore all’occhiello di una città come Torino e che conclude il proprio restauro , omaggiando una fontana di Ercole nei giardini reali, che possente si erge sulla vegetazione del parco e della macchia sabauda voluta dai reali in Piemonte quasi longa manus su quei territori che la rendono un po’ Reggia di Versailles e  Reggia di Caserta insieme. Una mostra, che si è presentata nella bella cornice della Sala di Diana alla Reggia di Venaria di Torino e che si propone, come recita il comunicato stampa  “di illustrare la figura di Ercole con una raccolta di straordinari dipinti e oggetti d’arte prodotti nell’antichità classica e tra Cinquecento e Settecento”. Dove sta la novità? Sicuramente nel fitto ed incessante lavoro che in questi due anni e mezzo hanno permesso a eccellenze di cultura tipicamente italiana ad entrare in contatto con i format della tradizione culturale svizzera e di collaborare in ambito culturale in modo del tutto nuovo ed inedito.

Quando si parla di mostre ed eventi culturali in Italia spesso le partnership sono d’obbligo, ma dietro il bel progetto della vicina città italiana di Torino, c’è anche quel gusto tipicamente svizzero per le ricerche e gli studi (ricerche scientifiche) che puntano al rigore dei particolari.  Non a caso, per questo lavoro di perfetta sintesi e la complessità di rendere fruibile al pubblico, il più eterogeneo possibile, le sale del secondo piano della Reggia Sabauda di Venaria, si è scelto il  Swiss Lab for Culture Projects SA di Lugano che così accresce la sua fama anche nella vicina Italia  non solo facendosi conoscere, ma offrendo  un valido aiuto in processi di promozione culturale inediti, come in questo caso.

Durante la conferenza stampa Paolo Carrion, Presidente di Swiss LAb for culture Projects SA (di Lugano ma con sede anche a Basilea) ha appunto evidenziato questo aspetto della collaborazione: rendere tra il corporeo ed incorporeo un mito, quello di Ercole  attuale nei secoli che lo hanno alimentato ma fruibile, alla portata di tutti, con un percorso espositivo inedito, dice lo stesso Carrion: ” […] lo Swisse Lab Culture  è una realtà svizzera molto attiva nella cultura,  quindi umanissima e con tutte le sue limitazioni e quando si presenta l’ipotesi di organizzare la mostra alla Venaria Reale  sul mito di Ercole, ci siamo posti subito la domanda: come si può organizzare un mito in  una mostra? Con oggetti, quadri, testi scritti, forse con il supporto di  di materiali audiovisivi? Un mito, proprio perchè è tale, è incorporeo ed antistorico, non databile; vive di vita propria attraverso la fantasia dei contemporanei di tutte le epoche si adatta agli usi e costumi dei tempi e si modifica nel racconto e nella percezione popolare, secondo i bisogni del momento, la sensibilità dell’epoca,. Come rappresentare tutto questo in un percorso museale tradizionale?”

L’esito è stupefacente. Grazie ad una buona implementazione del progetto, la Swiss Lab For culture Projects ha gestito la partnership italiana in modo unico.

Non solo nel percorso espositivo delle sale, ma con allestimento scarno ed essenziale  che non cerca nell’ illuminazione la sua fonte di bellezza, ma negli oggetti nelle teche. Con un posizionamento delle opere d’arte per rendere Ercole-Eracle il maggiore tra gli eroi dell’antichità in veste umana ma complessa e sempre affascinante,strutturato in maniera rigorosamente tematica nella prima parte in particolare nelle sezioni tra il Rinascimento ed il Barocco con i suoi sogni per città ideali ed i miti dell’antichità, ma che si apre alla leggerezza con il passaggio nella seconda parte dell’esposizione dedicata ai giardini ed al cinema  “peplum” italiano e non, per un nuovo modo di intendere quella “virtus” che l’eroe Ercole ha rappresentato , per concludersi ovviamente poi nei giardini della Reggia ed ammirare l’Hercole  Colosso da poco restaurato ideale di virtù, di forza e di animo .

Da segnalare inoltre,il comitato curatoriale-scientifico: Friedrich-Wilhelm von Hase (Presidente), Gabriele Barucca, Claudio Strinati, Laura Pasquini, Gerhard Schmidt, Rüdiger Splitter, Paola Venturelli e la Regia della sezione filmica di Angelo Bozzolino. Per concludere come recita sempre il comunicato stampa alcune opere sono presentate in Italia per la prima volta, provenienti da grandi collezioni italiane e estere, opere che testimoniano l’enorme fortuna a livello iconografico e narrativo degli episodi della vita di Ercole e insieme il forte fascino della sua immagine nei secoli. La mostra coincide con i lavori di restauro della “Fontana d’Ercole”, fulcro del progetto secentesco dei Giardini della Reggia. La mostra è organizzata dallo Swiss Lab for Culture Projects ed il Consorzio Italiano Residenze Reali Sabaude, e vanta la collaborazione di eccellenze quali l’AntikenMuseum di Basilea il MuseumsLandSchaft di Assia-Kassel ed il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Da visitare, per la vicinanza geografica e per questo incontro con le eccellenze di due paesi come l’Italia e la Svizzera che accrescono  in questo modo il mito di un eroe immortale come Ercole, ancora una volta e fruibile per un pubblico sempre più vasto.

Cristina T. Chiochia