Programmare è un’arte che insegna a vivere – di Cristina T. Chiochia

Codemotion Milan, un evento fortemente innovativo

Programmare è un’arte, così recita la mission di “Codemotion” e non c’è bisogno di molti sottotitoli o vantare una grande esperienza da informatici per capire che in pochissimi decenni, la nostra vita è cambiata proprio grazie a loro: i computer e i suoi programmatori. E basta recarsi il 29 e 30 novembre 2018, alla Convention a Milano  per la sesta edizione della conferenza più High Tech a livello europeo per rendersene conto che tutto nasce proprio dall’esperienza di queste persone, non solo giovanissimi e in prevalenza di sesso maschile, e che è grazie anche a loro, che un po’ la nostra vita tecnologica è cambiata. Proprio grazie al “coding”, sviluppando codici “di qualità”.

Ma cosa significa? La curiosità per scoprirlo ci ha portato tra gli stand e alcuni dei tantissimi interventi di chi sviluppa software, cercando di avvicinarsi a quest’arte non come mera attività meccanica. Ma di sviluppo di un linguaggio nuovo, quello del computer, con una mente più aperta. La prima cosa che si scopre visitando gli stand di Via Tortona per la manifestazione Codemotion a Milano è proprio questa: non solo programmatori di una macchina computer, ma portatori di un nuovo modo di ragionare e di un nuovo linguaggio.

Non solo occasioni per le più grandi aziende del settore per interagire – come recita il comunicato stampa – “con un target selezionato di sviluppatori e professionisti IT” o aumentare la consapevolezza rispetto a servizi e prodotti legati alla programmazione. Ma un modo per capire quanto “scegliere” la programmazione sia stato fondamentalmente realizzare quel sogno di “far parlare” gli oggetti ed avvicinare quindi un target decisamente più “verticale” in una rete di sviluppatori e di grandi nomi dei professionisti IT, incoraggiandone l’utilizzo anche per chi programmatore o sistemista non è ma che vede nelle tendenze tecnologiche, una opportunità di crescita. Una rete mondiale di oltre 120 oratori veri e propri “guru” nel loro settore. E allora, i piani cambiano. E anche i non millennials si ritrovano a dover fare i conti con il coding – ovvero la programmazione dei computer- e il pensiero computazionale, che stravolgono non solo i metodi di insegnamento dei più piccoli (che già da piccolissimi esercitano in modo del tutto nuovo il loro cervello e il oro pensiero sviluppando attitudini totalmente differenti di risolvere i problemi rispetto ai loro genitori) ma anche gli adulti.

Regola quindi di Codemotion 2018 a Milano pare proprio quindi “non imparare solo a programmare, ma programmare per apprendere”. Ed è proprio la presenza e gli interventi al femminile a far comprendere appieno questo concetto, a renderlo reale e tangibile, in un mondo a portata di mano quasi esclusivamente maschile ma terra fertile, davvero per tutti. Di nuovo intuizioni femminili protagoniste, e ben rappresentate come una bella sintesi dell pensiero computazionale stesso, basti citare i tanti talks, in particolare l’intervento delle Django Girls Italia all’interno della Community Facebook Developers Circle. Le Django Girls sono donne e programmatrici, che nel 2014 hanno creato un circuito per “aggregare” le donne che studiano o lavorano in questo settore o che semplicemente, sono interessate ai lavori tecnologici. Senza discriminare al contrario, ecco una community globale che vanta oltre 600 volontari con workshop in oltre 200 città ed un network internazionale di 70 paesi. E la passione traspare tutta , come per esempio, dall’intervento dell’ingegnere Silvia Uberti che racconta la sua esperienza nella community Djangogirls e nel mondo tecnologico. Esempi di “coding” non solo utile per confrontarsi, ma quasi necessario per apprendere in modo nuovo da un punto di vista che non dovrebbe essere nè maschile nè femminile e chissà, divertirsi anche di più imparando a raggiungere un obiettivo. Un’arte che insegna quindi anche a vivere e chi, meglio di una donna, nel corso dei secoli, inseguendo le pari opportunità ha dovuto imparare come si raggiunge un obiettivo se non risolvendo i vari impedimenti che si frappongono alla meta?

Concludendo, Codemotion si è confermata un incontro unico, che collega tanti professionisti IT, comunità tecnologiche e aziende IT e che si apre sempre più a chi è interessato a comprendere meglio il coding e come è possibile cimentarsi con esso in modo più trasversale possibile.

Come recita il sito: ” che sia architetture, Cloud / Big Data, Sicurezza, AI / MachineLearning, Cloud, BigData, IOT, DevOps, Javascript, Lingue, Design, Mobile, Frontend, Game DEV, VR, a Inspirational, Codemotion non è solo una conferenza […]”, Codemotion mira ” a condividere tutte le ultime novità tecnologiche e le migliori pratiche non solo alle conferenze di Codemotion! Organizziamo anche corsi di formazione e corsi per professionisti IT, scuole di tecnologia per futuri innovatori e hackathon tecnologici. Inoltre, Codemotion è un vero sostenitore di Startup e sviluppatori di giochi”. Perchè la diversità conta quando programmare significa arte che insegna a vivere. Tutti uguali. Tutti differenti.

Cristina T. Chiochia