Auguri di un Saggio. Riflessioni sulla Cambogia – di Vittorio Volpi

In occasione delle festività tutti scambiamo auguri. Spesso formalità, abitudine. Ma, fortunatamente, c’è sempre una perla che compensa il tedio con qualche bella notizia.

La migliore per me quest’anno viene da un amico americano che vive da decenni in Giappone. Mi scrive notizie buone sulla famiglia, sottolinea che lui farà gli 88 quest’anno e mi relaziona sugli avvenimenti della Cambogia in cui è stato molto coinvolto.

I Khmer Rossi entrano a Phnom Penh

Si tratta di un giornalista molto famoso, Bernard Krisher (Berni). Era, quando lo conobbi, il corrispondente per l’Estremo Oriente e principalmente da Tokyo per la prestigiosa Newsweek. Di colpo diventò celebre verso la metà degli anni ’70: il Giappone stava pianificando la visita negli Stati Uniti dell’Imperatore Hirohito. Il Governo era legittimamente preoccupato per un possibile insuccesso, visti i precorsi storici fra i due paesi. Discretamente, contattarono Berni che, anche con i media americani e Newsweek, aiutarono a rendere il viaggio un successo. L’America aveva girato pagina ed accolse il “Tenno” Hirohito con tutti gli onori.

Ed arrivò la ricompensa. L’Imperatore, per la prima volta nella storia, gli concesse un’intervista in esclusiva. Immaginabile l’oltraggio dei media nipponici per lo scandalo: “Uno straniero, inaudito, tradimento”. Tant’è che l’Imperatore dovette concedere in seguito un’intervista allargata anche ai locali.

La bellissima intervista che Berni mi ha regalato su un nastro, rivelò un Imperatore diverso dal dio shintoista immaginato dalla popolazione. Un biologo, un uomo molto semplice, umano. Per non scomodare i suoi attendenti al mattino preferiva rimanere a letto più a lungo.

Immagine dal film “Le urla del silenzio”

Berni, ritiratosi da Newsweek, continuò a dedicarsi al giornalismo con uno straordinario impegno in particolare per aiutare la Cambogia a ricostruirsi. Raccolse e raccoglie fondi per le scuole, l’educazione delle ragazze per permettere loro di migliorare la propria posizione nella società. Fondò un giornale nel 1993 “The Cambodia Daily” dandogli un taglio non accomodante contro una politica autoritaria più o meno a partito unico, che distruggeva le opposizioni. Berni mi dice che il governo guidato dal premier Hun Sen, in preparazione delle elezioni del giugno scorso, ha arrestato il leader dell’opposizione ed ha vinto agilmente il contesto.

Dopo 25 anni di esistenza ha anche deciso di eliminare “The Cambodia Daily”. Berni se lo attendeva e, scrive nella sua lettera, si era già attrezzato per stampare dall’estero. Oggi continua a pubblicare ed è letto da oltre mezzo milione di persone. Anche per questo continuerò sempre ad ammirare quest’uomo libero che al tramonto della sua vita trova ancora così tante energie per gli ideali e le persone: un vero Giusto.

Ma il leader Hun Sen non può non ricordarmi che era un generale dei Khmer Rouge di Pol Pot i quali passeranno alla storia per uno dei peggiori genocidi della storia dell’umanità. Due milioni di vittime per una popolazione di soli 7 milioni. Il premier Hun Sen dimostra che nonostante le sue purificazioni non cambia: la mano è sempre quella di Pol Pot.

Ma mentre Berni Krisher – un Saggio – rimarrà purtroppo solo nel ricordo di pochi, secondo un altro “grande giornalista”, Tiziano Terzani – che proprio in Cambogia non capì perché tradito dalle sue ideologie – rimane per molti quasi “un leader religioso che guadagna adepti”.

Per la cronaca, Terzani, nonostante tutte le evidenze, continuò a scrivere in quegli anni tragici che non si trattava di un genocidio di Pol Pot, bensì il risultato di un’operazione della CIA e degli odiati capitalisti americani. Finché un giorno, ormai sconfessato, ma con i piedi al sicuro, scrisse per “Repubblica” un articolo dal titolo suggestivo “Pol Pot non mi piaci più”.

Chiedeva scusa ai lettori per essersi sbagliato… nonostante la maggioranza dei corrispondenti di altre testate, in buona fede, avessero ben capito. Gli fece eco sullo stesso giornale, una lettrice come segue: “Quello che vuol sembrare un’onesta autoaccusa è in realtà un facile lavaggio di coscienza”.

Fiorella Franceschini strapazzò Terzani per avere sostenuto le sue ideologie per anni a dispetto delle realtà . Questa storia è ben descritta e documentata nel “Carte False” di Gianpaolo Panza. Ecco perché stupisce iI processo di ”beatificazione” degli ultimi anni di Tiziano Terzani – ottima penna s’intende – che non mi trova d’accordo.

Un plauso invece a Berni Krisher: un puro, un Giusto di 88 anni che ancora veramente lotta per la pace, la verità ed il vero rispetto degli uomini.

Vittorio Volpi