Sparatoria in una sinagoga di San Diego: morta una donna. Arrestato un suprematista bianco

Un giorno tragico quello di ieri per la comunica ebraica e non solo di San Diego, California. In un periodo in cui l’odio razziale e l’intolleranza religiosa sembra incombere da tutte le parti, l’ennesima ondata di violenza ha colpito una sinagoga dell’assolata California.

Attorno alle 11.30 di sabato mattina un uomo è entrato nella sinagoga Chabad mentre vi si svolgeva la cerimonia per la pasqua ebraica e ha sparato ai presenti. Una donna è morta mentre altre tre persone sono riceverete in ospedale in condizioni stabili.

L’autore del gesto è stato arrestato poco dopo a Poway, poco lontano da San Diego. È un 19enne di nome John Earnest e il motivo del suo gesto sarebbero le sue idee da suprematista bianco. Il ragazzo avrebbe infatti scritto alcune lettere sui social media in cui ha denunciato il suo odio per gli ebrei. Il killer si sarebbe ispirato al gesto di Brenton Tarrant, l’uomo che pochi mesi fa ha compiuto la strage nel centro islamico di Christchurch, in Nuova Zelanda. Lo riferisce lo sceriffo della contea di San Diego, Bill Gore che ha assicurato che tutte le attività online del giovane sono ora tracciate dagli investigatori. Sembrerebbe che quello di sabato non sia stato il primo attacco per Earnest che avrebbe tentato di dare fuoco ad una moschea lo scorso mese.

Il presidente Donald Trump ha dichiarato su Twitter: “Condoglianze e preghiere per tutti coloro che sono stati toccati dalla sparatoria nella sinagoga di Poway, California. Dio vi benedica tutti. Il sospettato è stato preso. Le forze dell’ordine hanno fatto un lavoro strepitoso. Grazie!”.

Dal canto suo il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha inviato personalmente un messaggio ai famigliari della donna uccisa parlando di un colpo inferto al cuore del popolo ebraico”. Ha anche aggiunto che “la comunità internazionale deve rafforzare gli sforzi nella lotta all’antisemitismo”.

Il ministro israeliano per la Diaspora Naftali Bennett invece ha reso omaggio alla vittima dichiarando: “Ha sacrificato la propria vita lanciandosi verso la traiettoria dei proiettili per salvare la vita del suo rabbino. È stata una figura esemplare, un’eroina del popolo di Israele”. Ipotesi questa confermata da alcuni testimoni che hanno riferito che la donna, di nome Lori Gilbert Kaye, si è lanciata davanti al rabbino per difenderlo dai colpi.