Il linguaggio maschile di Igor Righini

L’elezione agli Stati si prospetta assai interessante e combattuta. Sono al momento certi i nomi di Lombardi, Merlini, Chiesa e Carobbio. Si attende il candidato leghista (che sarà ratificato solo il 1° agosto).

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A sinistra i Verdi (che sembrano sempre più rossi… se uno pensa a 4 anni fa) vorrebbero a tutti i costi una loro candidata agli Stati, la “risorta” (dopo tre figli, e complimenti) alla politica Greta (nome fatale) Gysin. Queste plausibili aspirazioni sono state stroncate – un po’ villanamente in verità – dal presidente PS Righini, il quale in sostanza ha detto che Gysin ha un’esperienza inadeguata e non può vincere. Il discorsetto “maschile” del presidente PS (ma in fondo si tratta di una o due donne) non è piaciuto moltissimo agli adepti di Thunberg. Scrive ad esempio Claudia Crivelli Barella:

“Greta non “si è presa una pausa dalla politica”: ha avuto tre figli, da ragazza promettente si è trasformata in una donna competente. Non si tratta di “essere un nome capace di vincere”, ma di fare politica a Berna. Il linguaggio maschile, quanto è vecchio nel tentativo di uccidere ogni entusiasmo. Ti hanno insegnato a non splendere, e tu splendi invece…”

Osservazione mia (un po’ banale). Ma se non è “capace di vincere”, come potrà fare politica a Berna? Mistero.

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Visto che siamo in tema, mi permetto di aggiungere una mia considerazione. Io spero che il tandem Lombardi-Merlini non sia eletto, non perché io abbia qualcosa contro di loro ma perché penso che il Ticino – la cui opinione sull’Unione europea è (maggioritariamente) chiara – non dovrebbe essere rappresentato a Berna da due impenitenti “euroturbo”. Uno basta e avanza.