La Volpe perde il pelo… ma non il Pelli. Ho pensato a una vignetta, ma non l’ho fatta

di Orio Galli

«Più che un’epoca di cambiamento viviamo un cambiamento d’epoca»

Questa frase l’ho ascoltata casualmente una mattina di qualche giorno fa sul canale televisivo di RAI 2. Una frase che mi sembra emblematica dei tempi in cui viviamo. Anche in rapporto alla nostra piccola realtà ticinese. E in particolare allo scossone politico al quale stiamo oggi assistendo a Lugano. Ho pensato a una vignetta nella quale la volpe perde (come tradizione vorrebbe) il pelo ma non il…Pelli ? Non l’ho però disegnata perché non vorrei fare concorrenza a coloro che le vignette le mandano oggi – dall’Italia! – per i vari Corriere del Ticino o Caffè della Domenica (altro che “Ticino: terra d’artisti”…)

Sfogliando invece un vecchio numero de La Lettura (Corsera dello scorso 1° settembre) mi ha colpito un titolo: “L a democrazia sta bruciando a «fuoco lento»”. Caspita, mi son detto, sembra quasi di trovarsi Australia! Ma nell’interessante intervista di Maurizio Ferrera a David Runciman, testo che occupa un paio di pagine, ho trovato un passaggio che secondo me val la pena d’essere, almeno in parte, ripreso. Eccolo.

Domanda:
La digitalizzazione ha enormemente accresciuto la diffusione e l’accesso alle infor–mazioni. Un processo ovviamente positivo e di fatto irreversibile. Che ci ha però condotto nell’epoca della post–verità. [……..]
Risposta:
I politici nella storia hanno sempre usato l’arma della menzogna. Ma in effetti oggi tutti – non solo i leader – hanno la possibilità di costruirsi una realtà alternativa, selezionando in rete solo ciò che conferma i loro pregiudizi. […..].

A mo’ di conclusione vorrei segnalare l’editoriale “Dove è finita la speranza per un mondo migliore? “, a firma Giancarlo Dillena, apparso sul primo numero dell’anno del Corriere del Ticino. Dillena così conclude il suo pezzo con : «Ma è così da sempre». Quasi cado dalla sedia…

Ho perciò subito inviato una email all’ex direttore del «nostro» paludato quotidiano (oggi però un po’ forse nella palude…)

Caro Giancarlo,
permettimi di dissentire dalle tue conclusioni. Mai prima d’oggi c’è stata un’accelerazione tecnologica tale da non concederci nemmeno il tempo indispensabile per decidere sulle scelte! In ogni caso tra «apocalittici» o «integrati» preferirei trovarmi tra coloro che non verranno dis-integrati.
Comunque buon anno!

Orio Galli