Coronavirus, cronaca di una peste | E per uscire dall’incubo la strada è ancora lunga

Italia settentrionale, Coronavirus. Sono in tanti a morire, da soli, senza i parenti vicino, senza una benedizione della salma, senza il funerale. Il necroforo di Fidenza Vaio, bassa Parmense, si è trovato in un giorno a seppellire venti morti, senza rito funebre, soltanto una veloce benedizione alle bare, ammassate nella cappella al centro dei poli ospedalieri. Come accadde per la Piena del Po, che partì dalla Lombardia per scendere nella vicina bassa Parmense, così anche per l’epidemia di Coronavirus, sebbene molto più grave, è accaduto lo stesso percorso: ora Parma, Fidenza e Borgo Val di Taro contano gli stessi positivi del capoluogo della Lombardia.

Oltre 2mila e seicento contagiati e 241 morti solo in Emilia Romagna. Il primario dell’ospedale, Luca Cantadori, racconta ai microfoni di La7 come intere famiglie, fino a pochi giorni addietro incolumi, vengono ora distrutte dal Coronavirus, che si abbatte su di loro senza pietà, sfasciandole.

Molte persone muoiono in casa, altre dalla febbre passano direttamente al decesso, ogni 10 minuti sulla rampa dell’ospedale passa un carro funebre.

L’Italia è in ginocchio: ventilatori, cip – up e attrezzature mediche per l’intubazione non vengono erogati. Di Maio, ministro degli Esteri, annuncia però che lo sblocco dei paesi limitrofi che ne vietano la vendita, è ormai vicino e che, n caso contrario, si passerà a denunciare i paesi che non aiutano l’Italia in questa situazione di crisi sanitaria. Nel frattempo la Cina importa in Italia ventilatori e mascherine.

In Lombardia, intanto, si pondera di costruire un ospedale negli spazi prefabbricati solitamente dedicati ai saloni della Fiera di Milano al Portello: il governatore Fontana ha nominato come commissario “in avanscoperta” l’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso. È quest’ultimo ad asserire: “Come potevo non aderire alla richiesta del presidente della Lombardia di dare una mano nella epocale battaglia contro il covid-19 se la mia storia, tutta la mia vita e’ stata dedicata ad aiutare chi e’ in difficoltà e a servire il mio Paese? Peraltro se ho aperto l’ospedale Spallanzani vent’anni fa e ho lavorato in Sierra Leone durante la micidiale epidemia di ebola forse qualcosa di utile con il mio team spero di riuscire a farlo.”

Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana spiega che 140 respiratori arriveranno, ma tra (almeno) dieci giorni. Parla poi dell’ipotesi di costruire il nuovo ospedale presso il salone della Fiera di Milano, “per il momento “dice “non abbiamo avuto risposte: il commissario ha chiesto ulteriori conferme per capire se possa rispondere alle nostre richieste e alle nostre esigenze. Stiamo andando avanti autonomamente per cercare di recuperare ulteriori respiratori e speriamo di andare avanti, anche grazie soprattutto alla Protezione Civile, per costruire questo nuovo ospedale. Servono tanti nuovi posti di rianimazione, i numeri continuano a salire”.

La storia non si fa con se, ma prima o poi ci ricadiamo tutti. E poiché la situazione che stiamo vivendo è malgrado tutto storica, e passerà alla storia, ci si interessa quindi al se: e così David Quammen, autore del libro Spillover. L’evoluzione delle pandemie, scritto nel 2012, viene intervistato a distanza da Fazio su “che tempo che fa” e risponde “è stata una cosa davvero triste e frustante, vedere che una cosa che era stata prevista dieci anni fa nonostante si sarebbe potuta prevedere- tutti i segnali relativi alla SARS lampeggiavano già a partire dal 2003 – non sono stati accolti.” E poi conclude “anche noi, negli USA, sembriamo molto impreparati di fronte a questa emergenza. Quest’epidemia si è verificata senza che noi non la vedessimo arrivare. Avremmo dovuto prendere misure per combatterla in modo particolare, identificare chi era infetto il prima possibile, capire, con test di laboratorio, subito i positivi. Ora impariamo che il ‘rilevare prima’ è importantissimo: nel mercato di Wuhan si vedono chiaramente animali selvatici vivi e ingabbiati [per essere mangiati n.d.r.] in scarsissime condizioni igieniche, era normale che passasse agli umani. Gli esperti probabilmente lo sapevano ma i burocrati hanno fatto finta di nulla”.