Una protesta dalla Cina (da un amico) – di Vittorio Volpi

Pechino – Foto Pixabay

Dagli anni ’70 ho un caro amico cinese che ho sempre ringraziato per avermi aperto gli occhi sulla Cina, sulle realtà, non quelle delle narrative occidentali. Di recente i rapporti fra noi occidentali e Pechino si sono molto deteriorati. Il Coronavirus ne è stata la causa scatenante.

L’iniziale sospetto che la Cina non ci avesse allertato sul virus e relative conseguenze di questa omissione si è tramutato in realtà, in una immane tragedia che i fatti confermano.

Fatti ben documentati anche dall’inchiesta di Reporter (RAI) trasmessa sabato scorso che non lascia dubbi sull’insabbiamento cinese e delle gravi negligenze della OMS, l’organizzazione mondiale della sanità. Si sostiene che il ritardo abbia causato decine di migliaia di decessi che sarebbero stati evitabili. Proprio nei giorni scorsi a Pechino è stato censurato, in parte, un documento dell’UE che riportava commenti in merito.

Trump, dal canto suo, sta usando il problema per difendersi dalle accuse dei Democratici per l’inefficienza nell’affrontare la pandemia e per la sua campagna elettorale. La Cina è evidentemente un target eccellente per riguadagnare consensi. Secondo Pechino invece, userebbe la pandemia per guadagnare elettorato.

Ebbene, il mio amico Thomas, businessman, cresciuto tra Hong Kong e Tokyo con studi negli Usa e “non comunista” (come mi ha confessato) mi scrive per dirmi quanto sia indignato per gli attacchi alla Cina, rivendicando invece i mantra cinesi che non vengono né apprezzati né comunicati da Washington.

Nel suo sfogo elenca cose di cui la Cina ha meriti che vengono però taciuti in Occidente.

Negli Usa studiano 400mila giovani cinesi. Il contributo all’economia Usa si stima intorno ai 30 miliardi di dollari.

2 milioni di cinesi visitano gli Usa ogni anno e spendono mediamente 6/7 mila dollari a testa.

La Cina potrebbe comprare dai 6-7 mila Boeing nei prossimi anni (ne ha acquistati a migliaia) chi altri spende tanto?

La Cina ha inviato uomini nello spazio ed ha la tecnologia per completare stazioni permanenti.

Sapete, scrive, che a LA, Boston e NYC ci sono treni ” made in China”? I nostri treni ad alta velocità coprono decine di migliaia di km del suolo cinese e sfrecciano a 350km orari, niente di simile negli Usa.

La Cina è il più grande mercato per le case automobilistiche Usa. Nel 2017 Buick ha venduto 1.2 milioni di veicoli, Ford 950 mila e Chevrolet 538 mila.

Per non parlare delle case di riproduzione cinematografiche. Diritti per film americani venduti in Cina per 3.2 miliardi di dollari, nessun mercato mondiale è così redditizio per Hollywood.

La Cina ha fatto acquisti di icone del business americano quali Forbes Magazine, Chicago Stock Exchange,  GE Application Division, The Waldorf Astoria Hotel, Motorola e molte altre.

La Cina è il maggior creditore di Treasury Bills americani con 1.24 trilioni di dollari in portafoglio. L’uscita cinese dal mercato americano sarebbe destabilizzante per tutti (il Giappone è il secondo con più di 1 trilione di dollari). Crisi per il dollaro, per le borse, per l’economia del mondo. Ricordiamo che il debito pubblico americano si aggira intorno ai 25 trilioni.

Concludendo, Thomas mi scrive dicendo “i media occidentali ed americani non dicono la verità sulla Cina. Danno solo cattive notizie, sia che siano di destra che di sinistra”. Una risposta tagliente di Trump “si, ma noi vi compriamo più di 500 miliardi di dollari l’anno di prodotti….implicando che il gap commerciale è oltre i 300 miliardi a favore della Cina. Altro motivo di contenzioso.

Dopo aver riflettuto e ponderato per un paio di giorni, ho risposto a Thomas pacatamente, dicendo di capire la sua frustrazione; ma proprio perché è orgogliosamente cinese, molto cosmopolita ed aperto al mondo, non deve dimenticare e sottostimare che la Cina è sistema totalitario “stato-partito”.

Nega  per esempio le libertà democratiche, ghettizza gli uiguri e fa morire in carcere un Nobel dissidente malato terminale.

In situazioni drammatiche come il virus avrebbe avuto il dovere di essere trasparente con noi occidentali, sull’origine, le sindromi e le cure sperimentate a Wuhan.

Invece nulla di tutto questo.

Insomma, riassumendo, gli ho detto:

Caro Thomas, l’economia  è importante, ma il rispetto per l’uomo  lo è ancora di più! Aspetto risposta…

Vittorio Volpi