Torna la mostra su Georges de la Tour a Palazzo Reale ¦ 28 maggio-27 settembre

di Cristina T. Chiochia

Uomo anziano e Donna anziana

Dal 28 Maggio 2020, Milano riparte anche con la mostra dedicata a Georges De la Tour, unica nel suo genere poiche’ l’Italia non ha nessun’opera del grande maestro (circa 40 quelle attribuite) ed è quindi una grande occasione per conoscere questo artista presente in mostra con 15 opere di cui una attribuita. La mostra dal titolo “Georges de La Tour: l’Europa della luce”, che è stata aperta il 7 febbraio scorso, vanta cosi tante prenotazioni e cosi tanta attenzione dal pubblico che riapre ora dopo l’emergenza con l’idea di rendere possibile un felice incontro di pubblico e critica di fronte al piccolo miracolo della riscoperta artistica della luce, in un artista molto apprezzato ma che per la prima volta, viene messo in risalto proprio come artista europeo. La mostra quindi riapre, dal giovedi’ a domenica dalle 11 alle 19.30 ed un’apertura serale il giovedi’ sino alle 22.30. A causa della situazione contingente, la prenotazione resta obbligatoria poiche’ deve essere sempre rispettata la capienza massima consentita e sempre per fasce orarie.

Maddalena penitente (particolare)

Niente audioguida se non in forma di app da scaricare inserendo negli store di Apple e Google il titolo della mostra. Anche per i gruppi e le scolaresche ancora non sara’ possibile la visita,ma la voglia di bellezza, di arte e di ripartenza è palpabile a Milano e la riapertura di questa mostra e le tante prenotazioni lo dimostrano. Un segno di ripartenza concreto e pieno di voglia di “luce” che illumina Milano, segnata profondamente da questa pandemia.

Come recita il comunicato stampa, la mostra è “promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira, curata dalla Prof.ssa Francesca Cappelletti e da Thomas Clement Salomon, l’esposizione vanta un comitato scientifico composto da Pierre Rosenberg (già direttore del Louvre), Gail Feigenbaum (direttrice, Getty Research Institute), Annick Lemoine (direttore, Musée Cognacq-Jay). I 28 musei prestatori da 3 continenti hanno tutti accettato di prorogare il prestito delle 33 opere sino al 27 settembre, permettendo dunque di visitarla per altri 4 mesi, con le misure di sicurezza stabilite dalle autorità governative e regionali”.

Negazione di Pietro

Un grande evento, che con la sua riapertura sta facendo riscoprire in Italia un nuovo modo di visitare mostre e musei, prendendosi il tempo di uno sguardo forse piu’ attento, di un soffermarsi imparando a rispettare lo spazio tra quadro e punto di vista dello spettatore, senza la rincorsa al cercare un punto di vista “meno affollato”. Una nuova spinta allo “sguardo oltre” per una fruizione di mostre piu’ a “misura d’uomo”, in cui godersi le opere esposte, diventano anche spunti interessanti per la lettura successiva del catalogo, in questo caso molto per organizzato e con molti particolari ingranditi delle opere ed approfondimenti edito da Skira Editore al fine di approfondire nello sguardo quei “confronti mirati” con altri grandi contemporanei di Georges de la Tours, partendo proprio dal quadro esposto in mostra, per raccontare questo percorso in vista di un confronto sincero attraverso la luce. Ed ecco allora Gerrit van Honthorst, Paulus Bor, Trophime Bigot ­ che, dice sempre il comunicato stampa “porta una nuova riflessione sulla pittura dal naturale e sulle sperimentazioni luministiche, per affrontare i profondi interrogativi che ancora avvolgono l’opera di questo misterioso artista”.

La luce, come bisogno ed intensita’ emotiva, a trattri che si scopre e “mette in luce”, con la grazia mistica della luce di una candela e quasi quella “elettrica” ed evanescente degli ambienti, quando l’elettricita’ ancora non esisteva. Un percorso suggestivo da non perdere. Per riaccendere , chissà, anche la speranza in questi tempi tanto difficili.

Giovane che soffia su un tizzone

Foto dell’Ufficio stampa della mostra