Polonia – Duda fatica ma vince. Fallisce l’attacco del sindaco di Varsavia

Le elezioni polacche di oggi hanno sancito il fallimento della presunta svolta europeista rappresentata dal liberale sindaco Varsavia Rafal Trzaskowski, battuto in un testa a testa con 48.79% contro il 51.2% dello sfidante presidente uscente Andrzej Duda. Duda si è così riconfermato per la carica. Per ora è arrivato il 99.7% dei risultati definitivi, per il resto si dovrà attendere domani ma il risultato ormai molto probabilmente non cambierà, la Polonia ha scelto nonostante le proteste. L’opposizione ha infatti denunciato “irregolarità scandalose” alle urne, ma queste riguarderebbero soprattutto il voto dall’estero, per mezzo del quale si sono espressi circa 500mila polacchi.

La vittoria di Duda rispecchia soprattutto la Polonia rurale, le piccole città e l’est del paese, mentre i voti per Trzaskowski sono arrivati  dalle grandi città e dalle zone confinanti con la Germania. La decisione manda un chiaro segnale sul punto di vista dei cittadini su temi come i rapporti con l’UE, l’aborto, l’omosessualità, il rispetto delle minoranze. Tutti temi su cui Duda è conservatore mentre Trzaskowski rivela una maggiore sensibilità, ben lontana dai discorsi pupilisti  del presidente, che invece fa leva sui sentimenti nazionalisti e sui valori tradizionali di una parte della popolazione. La riforma giudiziaria che Duda ha messo in atto lo ha messo in forte contrasto con Bruxelles che più volte ha definito la sua politica lesiva delle libertà democratiche di cui l’Unione europea e gli stati che ne fanno parte dovrebbero essere portavoce.

La campagna elettore di Duda è stata fortemente sostenuta da tutti i membri del governo e da tutti i mezzi di comunicazione dello Stato.  Nonostante la vittoria tuttavia, alcuni commentatori politici polacchi hanno sottolineato che il poco distacco di Trzaskowski è segno di “nuova dinamica” e di “cambiamenti significativi” sulla scena politica e per l’opposizione polacca. Una buona fetta della popolazione infatti desidera un cambiamento più in linea con l’UE e le elezioni lo hanno dimostrato.