Continuano le indagini sul furto della salma di Mike Bongiorno al cimitero di Dagnente, avvenuto nella notte tra lunedì e martedì.
Giulia Perrotti, procuratore capo di Verbania ha detto che le indagini potrebbero essere lunghe e complesse. Secondo i Ris, che hanno eseguito le prime indagini, i malviventi hanno fatto un colpo ben studiato, veloce e senza lasciare traccia di impronte digitali.
L’unico errore che potrebbero aver commesso sarebbe quello di aver tenuto in tasca un cellulare anche spento ma capace di lasciare una traccia sulle cellule telefoniche.
Il lavoro degli inquirenti si concentra su questo, parallelamente a diverse intercettazioni e all’esame dei filmati delle telecamere pubbliche e private lungo tutte le vie di fuga da Dagnente e sulle autostrade, in cui comparirebbero mezzi compatibili con le tracce di pneumatici lasciate sullo spiazzo sterrato sotto il cimitero.

Giovedì si era diffusa la voce che fosse stato identificato il furgone usato per la fuga, ripreso nella zona di Arona e poi sull’autostrada verso Milano ma la notizia è stata smentita. Secondo altre voci si starebbe invece cercando un’auto bianca che avrebbe in qualche modo a che fare con la vicenda.