Il turismo ticinese sta vivendo – lo sappiamo – un momento difficile.
I dati ufficiali che si riferiscono ai pernottamenti alberghieri cantonali non sono positivi e praticamente non passa settimana che non si legga qualche articolo su chi dovrebbe essere il colpevole di questa situazione. 
Penso esista una sola via percorribile per evitare di avvitarci in discorsi tanto generici quanto ripetitivi e per orientarci verso il rilancio del turismo ticinese: conoscere. Per questo preferisco lasciare che sia il neo costituito Osservatorio del turismo a fornirci dati oggettivi e analisi puntuali.
Osservatorio che come sapete concretizza un primo fondamentale obiettivo della strategia turistica cantonale: l’aumento della conoscenza del settore turistico, indispensabile per tutti gli attori per la definizione delle strategie, l’individuazione degli ambiti d’intervento prioritari e l’orientamento degli aiuti pubblici.
A questo proposito credo di poter affermare che la conferenza del 27 gennaio scorso per la presentazione dell’Osservatorio sia stato un momento interessante, grazie anche alla partecipazione di numerosi operatori turistici. Discutendo con i partecipanti ho potuto percepire chiaramente come le aspettative siano – giustamente – piuttosto elevate. D’altra parte ho anche potuto apprezzare la fiducia che gli operatori ripongono in questo strumento.
Questo è però solo un punto di partenza. Il secondo tassello fondamentale della strategia turistica è l’orientamento del settore verso una maggiore qualità, grazie a progetti innovativi e ad una migliore collaborazione dei diversi attori.
Rientra in questo punto il credito quadro di 32 milioni votato dal Parlamento all’inizio del 2010 a favore degli investimenti e della promozione del turismo ticinese.
Grazie a questo strumento nel 2010 sono stati erogati contributi per poco più di 7 milioni di franchi per investimenti ed attività riconosciuti d’interesse turistico ai sensi
della Legge sul turismo.
Anche per il 2010 si conferma inoltre la tendenza degli anni precedenti, in cui oltre la metà degli aiuti sono stati erogati per la categoria alberghi, mentre il contributo cantonale annuale a favore delle attività promozionali dell’ETT ha inciso nella misura di un terzo (fr. 2.3 milioni) sul totale dei versamenti effettuati.
Parallelamente alla L-Tur il cantone ha anche la possibilità di sussidiare il recupero di rustici da locare quali alloggi turistici tramite il Decreto rustici.
Nel corso del 2010, in base al nuovo Decreto entrato in vigore nel giugno del 2008, sono stati stanziati sussidi pari a ca. CHF 290’000 a beneficio di 4 rustici. Attualmente sono al vaglio dei servizi 25 progetti di cui verosimilmente, se le condizioni saranno date, una decina di questi potranno essere decisi nel corso del 2011.
Come potete immaginare l’annosa questione dei rustici – a causa del mancato ottenimento delle necessarie licenze edilizie – ha inciso negativamente sulla reale possibilità di concessione di aiuti ai sensi di questo decreto. Spero che la situazione si possa sbloccare a breve, in quanto questa forma di alloggio è molto apprezzata e rappresenta una particolarità per il turismo del nostro Cantone.
I servizi del DFE, in stretta collaborazione con Ticino Turismo, seguono anche alcuni “grandi progetti”. In merito a questi mi permetto di osservare come l’intervento pubblico sia fondamentale soprattutto nella fase iniziale di approfondimento del progetto e di pianificazione del territorio.
Per questi progetti risulta inoltre importante la costituzione di gruppi di lavoro ad hoc che raggruppano tutti i servizi dello Stato interessati, in modo da coordinare e
agevolare le iniziative.
Una speciale modifica della L-Tur in vigore dal 2010 ha permesso di sostenere proprio l’elaborazione di modelli imprenditoriali per questi grandi progetti.
Un precursore per questo nuovo approccio è stato l’Acquaparco di Rivera, che aprirà presumibilmente l’anno prossimo.
Questo progetto ha confermato che, una volta dimostrate la sostenibilità economica e la redditività nonché conclusa la fase pianificatoria con l’ottenimento della licenza edilizia, se l’iniziativa è valida, la ricerca di investitori privati è facilitata e un ulteriore intervento finanziario pubblico non più necessario.
Un altro esempio potrebbe essere quello delle terme di Acquarossa.
Ma anche altri grandi progetti turistici – con lo stimolo di incentivi cantonali – sono stati
concretizzati recentemente.
Mi riferisco, ad esempio, al Lido di Locarno, al nuovo albergo Accor sempre a Locarno, alla ristrutturazione di importanti gruppi alberghieri di alto livello (p.es. gruppo Principe Leopoldo), senza dimenticare parecchi interventi minori ma altrettanto importanti per il nostro turismo.
Ci sono poi diversi progetti, tra cui alcuni sostenuti finanziariamente dal Cantone, in fase di realizzazione che daranno certamente un contributo al rilancio del turismo.
Ricordo, senza voler essere esaustiva, il nuovo complesso alberghiero della Accor a Paradiso con più di 250 camere, la completa ristrutturazione del Kurhaus a Cademario, il nuovo albergo di lusso presso l’ex Sanatorio di Agra, il Grand Hotel Muralto oppure il nuovo centro congressuale alla stazione di Locarno Muralto e, come già accennato, l’Acquaparco di Rivera.
Per quel che concerne il turismo invernale citerei invece il progetto di Campra, il cui modello imprenditoriale è in fase di approfondimento.
Sarà inoltre fondamentale che questi progetti vengano valorizzati e promossi all’interno di una strategia condivisa e attuata con la collaborazione di tutte le parti.
L’ETT sarà chiamato a intensificare la promozione di queste nuove offerte in modo che ne possano approfittare tutti gli operatori turistici. Esse vanno infatti a colmare un’offerta ancora limitata nei periodi di brutto tempo e nei periodi di bassa stagione.
Come vedete gli investimenti nel settore turistico ticinese restano elevati anche in un periodo difficile, cosa che ritengo sia garanzia del fatto che anche in futuro potremo ambire ad avere un ruolo di primo piano nel settore turistico, così come già oggi – secondo una statistica pubblicata da BAKBASEL – le due destinazioni di AsconaLocarno e di Lugano sono fra le più attrattive dell’intero Arco alpino.
Oltre al credito quadro della Legge sul turismo, orientato sugli investimenti materiali dell’offerta turistica, anche altre basi legali contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo di aumentare la qualità dell’offerta turistica.
In primo luogo cito la nuova politica regionale e il Decreto legislativo concernente misure di politica regionale complementari.
Tra i progetti di politica regionale a sostegno del turismo cito in particolare la carta turistica cantonale, il già menzionato Osservatorio del turismo, il progetto Enjoy Switzerland, la terza fase di TicinoInfo, le nuove basi statistiche o le analisi di benchmarking prodotte dal BAK.
Altre iniziative coordinate a livello di piattaforma tematiche di politica regionale avranno un importante influsso sul settore turistico. Mi riferisco in particolare alla volontà, in ambito della filiera agroalimentare, di approfondire la questione relativa al marchio, facendone non solo un elemento di controllo di qualità ma anche un tassello per la vendita e la commercializzazione di prodotti e, quindi, del nostro territorio.
La vendita è anche il tema centrale della filiera di politica regionale degli itinerari turistico-culturali. L’obiettivo di questa filiera è quello di valorizzare i beni paesaggistici e culturali del nostro Cantone e d’ingenerare un indotto economico in particolare per le zone periferiche. Entro giugno è prevista al vendita dei primi pacchetti turistici, soprattutto lungo la ViaGottardo, che attraversa tutta la Svizzera.
Il coordinamento di tutte queste attività è attualmente affidato al tavolo operativo del turismo, composto dall’ETT, dal DFE e dagli ETL, grazie al quale regolare i problemi legati all’applicazione della Legge sul turismo e, in particolare, assicurare la collaborazione richiesta in numerosi ambiti (politica turistica, prodotti e promozione, tassazione, procedura di sussidio, ecc.) e facilitare la ricerca di soluzioni comuni al settore del turismo.
A titolo d’esempio, per il prossimo quadriennio si sta approfondendo l’opportunità di inserire nel Programma di attuazione la valorizzazione dei siti UNESCO svizzeri quale tassello per promozione turistica internazionale. I nostri gioielli – Castelli di Bellinzona e il Monte San Giorgio – devono infatti fare finalmente un salto di qualità per quanto concerne la coscienza della valenza in chiave turistica.
Un accenno infine al terzo obiettivo della strategia turistica cantonale: la revisione della L-Tur.
La preoccupazione di fondo è che l’attuale organizzazione del settore turistico ticinese non sia sufficientemente orientata al massimo “sfruttamento” del potenziale di sviluppo cantonale, poiché focalizzata e organizzata in modo settoriale rispetto al raggiungimento degli obiettivi di politica turistica. Questa riflessione si giustifica inoltre nell’ottica del coordinamento delle politiche settoriali, volto a rendere maggiormente efficienti gli aiuti statali a progetti che possono avere una ricaduta nell’ambito dello sviluppo regionale.
In questo contesto, anche le attuali istituzioni turistiche sono quindi chiamate a riflettere, senza preconcetti e in maniera inter-disciplinare, su come potrebbero migliorare il loro contributo allo sviluppo socioeconomico del Cantone.
Questo auspicio nasce inoltre dalla constatazione che in Ticino la cultura della promozione turistica attraverso il concetto di “destinazione” turistica è ancora da sviluppare.
La frammentazione dell’offerta fa sì che ci sia una dispersione delle energie promozionali e difficoltà nel raggiungimento di una sufficiente visibilità delle “destinazioni” regionali.
Sono per questo contenta di annunciare che non è più un progetto del futuro, ma che è un obiettivo sul quale si è cominciato a lavorare concretamente con la costituzione di un gruppo tecnico incaricato di elaborare delle proposte. Questo gruppo approfondirà le seguenti tematiche: marketing ETT; struttura e organizzazione degli enti turistici locali, informazione, accoglienza, coordinamento offerta turistica, prodotti sovra regionali; servizi condivisi: osservatorio, incasso, vendita; finanziamento delle
strutture.
È evidente che i lavori dovranno tenere in considerazione quanto sta avvenendo sul territorio in materiadi sviluppo economico, in particolare, nell’ambito della nuova politica regionale, con la nascita dei quattro Enti regionali per lo sviluppo, con i quali bisognerà trovare il giusto modo di collaborare. Un esempio da seguire è la fusione fra Malcantone e Lugano Turismo. I lavori stanno procedendo bene e si prospetta un avvio del nuovo Ente a partire dal 2012.
Anche se la tempistica per la revisione della L-Tur è piuttosto stretta, sarà in ogni caso garantita un’ampia consultazione, che permetterà di trovare il necessario sostegno di tutte le cerchie interessate, ma anche il consenso dell’intero Paese. Perché il turismo, con la ricchezza che genera e di cui direttamente e indirettamente beneficia tutto il Cantone, deve creare consenso e unità d’intenti anche al di fuori degli operatori del settore, soprattutto di fronte alle nubi oscure che si stagliano all’orizzonte.
Mi riferisco alla ventilata chiusura per 900 giorni della galleria autostradale del San Gottardo, le cui conseguenze sarebbero disastrose per il nostro Cantone, in termini economici, ma anche di coesione nazionale.
Il recente rapporto del Consiglio federale ha ampiamente sottovalutato questi aspetti, incluse le ricadute negative sul turismo. È uno scenario che non possiamo permetterci e che il Consiglio di Stato ha già contrastato con fermezza. La battaglia sarà ancora lunga e richiederà da un lato una forte alleanza intercantonale e dall’altro lato una solida e credibile coesione politica del Ticino, e di tutte le forze attive sul territorio, per trovare una soluzione realistica e praticabile. Altrimenti gli sforzi che stiamo facendo per cercare di rilanciare il nostro turismo serviranno a poco.
Fatico a capire quante energie si sprechino in dispute e contrasti interni quando di fronte abbiamo da risolvere problemi assai più sostanziali e determinanti per il futuro del nostro turismo, che richiedono spirito costruttivo. L’altra sfida legata ai collegamenti attraverso il San Gottardo riguarda l’apertura della galleria ferroviaria di base, che potrà certo essere uno straordinario fattore per accrescere l’attrattiva anche turistica del Ticino, ma che presenta pure dei rischi che dovremo riuscire a minimizzare, sia evitando che il nuovo collegamento ferroviario veloce si trasformi in semplice corridoio di transito dei turisti, sia valorizzando la vecchia linea del San Gottardo a beneficio dello sviluppo economico regionale duraturo. Il Programma San Gottardo 2020, in collaborazione con Uri, Grigioni e Vallese, si muove in questa direzione.
Parallelamente, per analizzare gli scenari di sviluppo del Ticino legati all’apertura di AlpTransit, il Consiglio di Stato ha istituito uno speciale gruppo di lavoro al quale mi auguro che anche il settore turistico nel suo insieme – dalle istituzioni pubbliche agli operatori privati – dia un contributo propositivo.
Laura Sadis