L’avvocato luganese Paolo Barnasconi si assume la responsabilità politica e legale della distribuzione delle copie del falso Mattino della Domenica.

E’ quanto si legge oggi sul domenicale Il Caffè, che settimana scorsa aveva dedicato ampio spazio alla vicenda del “noto personaggio” che era stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre infilava nelle cassette plichi di false copie del settimanale della Lega dei ticinesi.
Un “noto personaggio” che non sembra per nulla imbarazzato. Anzi. L’avvocato Bernasconi ammette di essere responsabile non solo della distribuzione delle copie taroccate del Mattino, ma anche di quella del giornale Cinque minuti, pure edito da Giuliano Bignasca.

Un’ammissione messa nero su bianco sull’edizione odierna del Caffè e firmata, oltre che da lui, anche dall’avvocato Alberto Agustoni, da padre Callisto Caldelari, da Dimitri e da Dick Marty.
Bernasconi spiega che le telecamere di sorveglianza non avevano ripreso una persona che sperava di commettere il fatto e di farla franca. Tutt’altro. C’era la consapevolezza della ripresa video e c’era l’intenzione manifesta di non nascondersi. Una “provocazione cosciente – come si legge nell’articolo de Il Caffè – per una campagna d’indignazione civile … contro la deriva leghista e che avrà un seguito.”
L’obiettivo dei cinque signori sopra citati è quello di portare l’attenzione dei media e del pubblico sul degrado morale dato dai contenuti e dal linguaggio dei giornali della Lega. Hanno agito di fronte a quello che ritengono essere un degrado del dibattito politico e un enorme danno d’immagine per il Ticino, di fronte ai “metodi diffamatori e intimidatori della Lega.”

Come si legge nell’articolo de Il Caffè, Bernasconi “non è per nulla preoccupato dalle possibili conseguenze legali per Il Mattino e il Cinque minuti taroccati: Non c’è il reato di contraffazioni di merci né di concorrenza sleale di cui si è scritto perché è stata un’operazione politica e non a scopo di guadagno, dunque senza un profitto.”