Lo scorso maggio l’agenzia Bloomberg aveva diffuso la notizia dei prestiti miliardari elargiti all’inizio della crisi economica a 20 grandi banche negli Stati Uniti da parte della Federal Reserve. Prestiti che erano stati tenuti segreti: infatti nemmeno gli investitori né i membri del Congresso ne erano a conoscenza.

L’ammontare iniziale del piano di crediti era stato indicato a 80 miliardi di dollari. Tra le banche beneficiarie vi erano Credit Suisse, Goldman Sachs, UBS, Royal Bank of Scotland, Deutsche Bank, Barclays, Morgan Stanley, BNP Paribas, Citigroup, JP Morgan Chase e Merrill Lynch.

Oggi l’agenzia Bloomberg rende noti i dettagli di questi prestiti. L’importo complessivo di 80 miliardi diffuso a maggio è ridicolo se confrontata con le cifre reali.
I fondi sborsati dalla Federal Reserve a favore delle banche nel 2008 e sino al marzo 2009 ammontano a circa 7’700 miliardi di dollari. Con tassi d’interesse agevolati e nessun obbligo per le banche (come ad esempio l’imposizione di un tetto alle retribuzioni e ai bonus dei manager).

La Federal Reserve ha assicurato che quasi tutti i prestiti sono stati restituiti e che non ci sono state perdite. Come fa notare Bloomberg, questi finanziamenti segreti hanno contribuito a preservare lo status quo che aveva condotto alla crisi e hanno permesso alle banche di espandersi ulteriormente.
Si tratta delle stesse banche che si opponevano alle nuove regole imposte dal governo di Washington a seguito della crisi e che mentre intascavano i prestiti rassicuravano i clienti e gli investitori sulla loro solidità.