La decisione dell’Alta Corte Amministrativa di Münster di invalidare la licenza edilizia della centrale a carbone di Lünen ritenuta troppo inquinante e le relative perdite di denaro pubblico sono lo specchio del fallimento del controprogetto di AET i cui membri del Cda, compresi i responsabili degli imperdonabili errori di valutazione in questa vicenda, devono dimettersi.

I numeri sono impietosi: ogni anno AET spenderà per la produzione di energia tramite carbone ben 13,5 milioni di euro in più rispetto a quanto avrebbe potuto spendere se l’energia fosse stata acquistata sul mercato. A lungo termine, nei prossimi vent’anni la perdita è quantificabile in 270 milioni di euro. Eppure uno scenario del genere si sarebbe potuto facilmente prevedere, ed è quello che in effetti Lega dei Ticinesi, Verdi e parte del Partito Socialista hanno fatto, proponendo un’uscita immediata dagli investimenti sul carbone con l’iniziativa “Per un’AET senza carbone”.
Le mezze verità di AET e degli altri partiti hanno invece avuto la meglio, convincendo lo scorso giugno i cittadini a votare per la centrale elettrica di Lünen nonostante si sapesse sin dal principio che si sarebbe incappati in ingenti rischi.
L’Alta Corte Amministrativa di Münster è stata chiara: la centrale di Lünen é troppo inquinante pertanto la licenza edilizia sarà invalidata.
Questa decisione costerà ai cittadini centinaia di milioni di franchi, si chiede pertanto al Consiglio di Stato le dimissioni di coloro che hanno fatto le dovute stime e valutazioni e le dimissioni del Consiglio di Amministrazione di AET, che per l’ennesima volta ha dimostrato superficialità e irresponsabilità nella gestione della cosa pubblica.

Giuliano Bignasca,
Presidente Lega dei Ticinesi