Oltre all’aumento di furti di vario genere, nel 2011 in Ticino è dilagata la pratica del falso nipote, tecnica messa a punto per derubare agli anziani somme di denaro spesso molto ingenti.
La delinquenza colpisce in particolare il Mendrisiotto, mentre sono stabili Locarnese e Bellinzonese. Nel Luganese i furti sarebbero invece in calo
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La Sezione reati contro il patrimonio della Polizia cantonale ha pubblicato oggi il quadro di una situazione preoccupante.

Rispetto al 2010, nel 2011 i furti con destrezza sono passati da 588 a 807, i furti nelle borsette, nei carrelli o sulla persona sono passati da una media di 330-370 casi a 691 denunce.
I furti nei veicoli sono passati da 1’116 a 1’536.
I furti con scasso passano da 2’135 a 2’379.
Stabili i furti di merce esposta, dai 226 casi del 2010 ai 231 del 2011.

L’aumento della delinquenza nel Mendrisiotto è legato anche all’arrivo di scassinatori che sfruttano la vicinanza con il confine italiano. Si tratta in buona parte bande di minorenni Rom provenienti dalla provincia di Milano.
Nel 2011 sono state arrestate 39 persone che hanno commesso 95 furti con scasso, per un ammontare di oltre 2.6 milioni di franchi di refurtiva e danni per oltre 215′000 franchi.
Numerosi anziani sono stati vittime del fenomeno del falso nipote. Gli autori contattano telefonicamente persone anziane facendosi passare per lontani parenti, in genere per nipoti. Fanno leva sulla loro buona fede e spesso riescono a farsi consegnare somme ingenti.
Lo scorso anno, su 108 casi annunciati sette sono stati portati a termine, per una refurtiva complessiva di oltre 400′000 franchi.