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Gran brutta malattia il razzismo. Più che altro strana : colpisce i bianchi ma fa fuori i neri.
– Albert Einstein

L’Oxford Handbook of personality disorders è un saggio su disturbi della personalità che uscirà negli Stati Uniti in agosto. Nel libro un capitolo sarà dedicato al razzismo.
“Il 95%-98% dei comportamenti razzisti sono determinati da fattori sociali, culturali o politici – commenta lo psichiatra Carl Bell, coautore del capitolo – ma dietro una minoranza di casi potrebbe esserci una psicopatologia.”
Bell si basa anche su uno studio delle Università di Duke e Princeton secondo cui i razzisti soffrono un distacco dal reale, una sorta di deficit cerebrale che scatena un delirio disumanizzante di fronte ad altri individui.

Dalla Gran Bretagna arriva la notizia che il Propranolol, usato per curare l’alta pressione, è un farmaco efficace anche nella cura di angoscia, paura e di quel razzismo subdolo e irrazionale che persino le persone migliori ogni tanto provano.
I test hanno dimostrato che i pazienti che assumono il farmaco mostrano una sensibile diminuzione nella percezione delle diversità rispetto a coloro che invece assumono farmaci placebo.
Secondo i ricercatori il razzismo è basato sulla paura e il Propranolol agisce sui circuiti nervosi che governano la zona del cervello coinvolta nelle risposte emotive.

L’idea che il razzismo sia curabile con una pastiglia non piace all’American psychiatric association, che non lo ha mai riconosciuto come un problema di salute mentale.
Della stessa opinione è Noliwe Rooks, direttrice del Centro di studi afroamericani a Princeton : “I razzisti non sarebbero più considerati responsabili delle loro azioni, né legalmente né eticamente. Basterebbe una giustificazione del medico per discriminare o perfino uccidere qualcuno di un’altra razza.”
Medicalizzare un problema sociale, concordano i più, non è la soluzione.
Abbracciare una visione così deterministica “sono razzisti perchè sono nati così” rischia di diventare la scusa per non agire, a livello sociale e politico, contro il pregiudizio.

(Fonte : Sette 8.6.2012, settimanale del Corriere della Sera)