Il downgrade con cui l’agenzia di rating Moody’s ha colpito la nota del debito italiano è arrivata poche ore prima che la Procura di Trani chiudesse la sua inchiesta sulle agenzie di rating e le loro valutazioni, scrive Alessandro Rossi sul portale di economia Bluerating.com.

“Quanta dietrologia dietro la sforbiciata di Moody’s – scrive Rossi – Nella notte tra giovedì 12 e venerdì 13 luglio l’agenzia americana ha tagliato il rating sul debito italiano da A3 a Baa2, mantenendo un outlook negativo e aggiungendo che è possibile un’ulteriore revisione al ribasso.
Bloomberg ha fatto notare che adesso l’Italia ha la stessa valutazione di Kazakhistan, Bulgaria e Brasile. I Btp italiani, insomma, sono a due passi dai famosi quanto tristi junk bond, i titoli spazzatura.
La bastonata dell’agenzia di rating all’Italia è arrivata poche ore prima che la Procura di Trani chiudesse la sua inchiesta sulle agenzie di rating e le loro valutazioni.
Una vendetta preventiva? Il procuratore di Trani accusa due analisti di Moody’s di aver fornito informazioni tendeziose ai mercati volontariamente.
Obiettivo degli analisti sarebbe stato il deprezzamento dei titoli bancari.

L’altro sospetto è di carattere politico. Il verdetto di Moody’s è arrivato circa un giorno dopo l’annuncio della nuova discesa in campo di Silvio Berlusconi, un personaggio che gli americani hanno scaricato da tempo: vedono il suo ritorno come un pericolo per il sistema euro.
Qualcuno ha notato che nelle motivazioni dell’outlook negativo, Moody’s ha messo l’accento sulla “pericolosità” delle prossime elezioni politiche per via dell’incertezza dei risultati.
[…] Moody’s ha voluto mettere le mani avanti per conto dei poteri forti internazionali?”