Quest’anno il Premio Nobel per la Pace è stato assegnato all’Unione europea. Grande soddisfazione per gli eurocrati che però dimenticano che l’Europa è una colonia americana, scrive Andrea Perrone sul portale web Rinascita.eu.

“Oramai più nulla ci stupisce e la nostra Europa resta soltanto una colonia dell’impero a stelle e strisce – scrive Perrone – premiata per la sua sudditanza pluridecennale a Washington. È in estrema sintesi il giudizio di tutti coloro che si oppongono all’Europa-colonia, riguardo al premio Nobel per la pace assegnato quest’anno all’Unione europea.

Come al solito sono giunte immediate le dichiarazioni soddisfate da Bruxelles, primo fra tutti il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso: “L’Ue è qualcosa di molto prezioso per il bene degli europei e del mondo”.
La motivazione di questo assurdo premio è stata spiegata dal Comitato norvegese, affermando che la decisione è stata “unanime”, che l’Ue ha vinto il premio Nobel 2012 perché “per oltre 60 anni ha contribuito all’avanzamento della pace, della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani”.

Innanzitutto per tutti questi anni l’Europa è stata uno strumento degli interessi americani, una piattaforma da cui l’impero a stelle e strisce ha lanciato e continua a lanciare le sue guerre contro chi non si piega ai suoi voleri e ai suoi “valori” (“diritti umani”, ma solo per i suoi cittadini e i suoi maggiordomi; democrazia, per chi si piega ai loro diktat; dominio del dollaro; presenza di infrastrutture, armamento e militari americani in altri Paesi sotto il diretto controllo politico-economico di Washington; ecc.).

Questo l’Europa ha rappresentato, ma più esattamente ha subito, per oltre 60 anni, tanto che ha partecipato per volere dei suoi tecnocrati ai più disparati interventi militari decisi dalla Nato e dagli Usa in altri Paesi del Vicino e Medio Oriente per portare la “pace” ed “esportare la democrazia”.
Naturalmente il tutto a suon di bombe lanciate dai cacciabombardieri di Londra, Parigi, Washington, ecc. sulle inermi popolazioni di Libia, Afghanistan, Iraq allo scopo di abbattere governi legittimi, perlopiù votati dai loro popoli, ma scomodi al mondo euro-atlantico, che non potendo controllare ricchezze energetiche, idriche, minerarie e umane di un determinato paese, ha come unico scopo quello di muovergli guerra con un qualsiasi pretesto pur di deporre la classe politica al potere in quello Stato sovrano.”