Un nuovo capitolo si aggiunge al mistero dell’omicidio di Yara Gambirasio.

Qualcuno ha indirizzato una lettera di tre pagine al cappellano dell’ospedale di Bergamo : “Mi chiamo Mario, sono stato io – avrebbe scritto questa persona, qualcuno che aveva apposto la sua firma sul quaderno delle preghiere dei fedeli nella cappella dell’ospedale di Rho (Milano).

Gli inquirenti, e come loro la famiglia di Yara Gambirasio, ritengono che possa trattarsi di un mitomane.
“Siamo contenti della solerzia della magistratura per l’attenzione a ogni vicenda legata a questo caso, anche se non ci facciamo troppe illusioni. Di mitomani ne abbiamo già visti parecchi – è la posizione del legale della famiglia Gambirasio, Enrico Pelillo.

(La Stampa.it)