Chi salva una vita, salva il mondo intero (Talmud)

Per la prima volta dalla sua fondazione nel 1953, il Memorial Yad Vashem, il museo dell’Olocausto che ha sede a Gerusalemme, ha consegnato il titolo di Giusto fra le nazioni a un arabo. Il medico egiziano Mohamed Helmy, morto nel 1982, è stato insignito per l’aiuto dato durante la Seconda guerra mondiale a una famiglia ebrea.

Dopo la Seconda guerra mondiale, il termine “Giusti tra le nazioni” è stato utilizzato per indicare i non-ebrei che hanno agito, rischiando la vita, per salvare gli ebrei dai nazisti.

Il memoriale ha avviato le ricerche per trovare i discendenti di Helmy e consegnare loro la medaglia dei Giusti.

Finora, fra i 25’000 Giusti, il memoriale ha consegnato l’onorificenza a una sessantina di musulmani, per la maggior parte dell’Albania o della Bosnia, ma fra di loro non vi era nessun arabo.

Lo scrittore americano Robert Satloff, che negli Stati Uniti dirige un centro di riflessione sul vicino Oriente e che ha condotto ricerche approfondite sull’aiuto dato agli ebrei dagli arabi durante la Seconda guerra mondiale, si è detto soddisfatto dal riconoscimento postumo accordato a Mohamed Helmy.
“Spero che i media egiziani e arabi diano spazio a questa potente risposta all’ignoranza e alla negazione dell’Olocausto – ha detto.

Nato nel 1901, Mohamed Helmy era arrivato in Germania nel 1922 per seguire studi di medicina e aveva intrapreso una brillante carriera, sino all’arrivo al potere dei nazisti.
Nel 1937, a causa della sua nazionalità era stato radiato dal sistema ospedaliero. Due anni più tardi era stato arrestato insieme ad altri connazionali, per poi essere liberato a causa di problemi di salute.

Per due anni Mohamed Helmy tenne nascosta in una capanna a Berlino la giovane Anna Boros, una delle sue pazienti ebree.
“La Gestapo sapeva che il dottor Helmy era il nostro medico di famiglia e che a Berlino possedeva una capanna, ma riusciva sempre a sfuggire ai loro interrogatori. Quando la pressione diventava troppo forte mi portava da suoi amici, che mi tenevano qualche giorno con loro. Il dottor Helmy ha agito così per semplice generosità e gliene sarò sempre riconoscente – aveva testimoniato in seguito la donna, precisando che Helmy aveva anche soccorso sua madre, il suo suocero e la sua nonna.

Anna Boros, diventata Anna Gutman, dopo la guerra era emigrata negli Stati Uniti. Negli anni 1960 aveva scritto diverse lettere al Senato tedesco per testimoniare del coraggio del medico egiziano. Queste lettere, scoperte negli archivi ufficiali, sono di recente state trasmesse al Memorial Yad Vashem.