La Scrittrice di romanzi storici su Matilde di Canossa e Giovanna d’Arco si racconta a Ticinolive “Scrivo di donne che hanno fatto la differenza, andando contro corrente”

 

Rita Coruzzi, scrittrice, classe ’86 è laureata in Lettere e Giornalismo

 “Non è facile spiegare in poche parole chi sono. Vorrei raccontarvi le mie gioie, i miei dolori, i desideri, i rimpianti, i sogni. Potrei dire che sono una ragazza come tante altre, ma non è così.” inizia così, Rita Coruzzi, giovane scrittrice italiana di successo, a parlare ai suoi lettori, dal suo blog. Una presentazione poetica e realista al contempo, un racconto in prima persona che instaura un ponte tra le difficoltà poste dalla vita e la forza del combattere, sempre. Dalla nascita prematura – “E questa è la prima cosa: io ho sempre fretta di fare tutto subito.” – alle difficoltà deambulatorie – “Questa è la seconda cosa: non arrendersi mai.” – Sino all’accettazione della sedia rotelle – “Questa è la terza cosa: accettare la nuova condizione.” 
Oggi, Rita è una scrittrice dal vasto seguito di lettori, autrice di circa una ventina di libri, che spaziano da temi quali la vita, la forza, la storia. Sì, perché le sue ultime due fatiche letterarie sono due entusiasmanti romanzi storici, l’uno dedicato a Matilde di Canossa, l’altro a Giovanna d’Arco. La giovane intellettuale si racconta a Ticinolive.

Lei è una donna forte. Si è ispirata alla sua forza d’animo per scrivere di donne forti per antonomasia, quali Giovanna d’Arco e Matilde di Canossa?
Mi sono ispirata a Giovanna d’Arco e ancor prima a Matilde di Canossa perché sono donne che hanno fatto la differenza, che hanno sovvertito i pronostici, che sono andate contro corrente. Le ho scelte perché è mio desiderio rilanciare la figura della donna nel passato e dimostrare come sia sempre stata il cardine non solo della famiglia, ma anche della società. Matilde e Giovanna hanno un gran carattere, una grande forza, ma per descriverle non mi sono ispirata alla mia, piuttosto ho preso io un po’ della loro, per scrivere di loro nel modo migliore come meritano e cercare di onorarle.
A che cosa deve la scelta dell’emblematico personaggio di Matilde, come suo primo romanzo storico? Si possono presumere affinità geografiche tra Lei e Matilde (la zona di Reggio Emilia, per entrambe)?
Matilde è molto conosciuta a Reggio Emilia e questo sicuramente ha influenzato la mia scelta, ma cercavo anche una donna forte e volitiva che avesse lasciato un segno nella storia e Matilde è stata la combinazione perfetta.
Nelle scene drammatiche, in cui alcuni personaggi vanno incontro alla morte, la Fede è, nei suoi romanzi, sempre una presenza importante. Lei che rapporto ha con la religione?
Io sono credente, quindi per me la fede è importante e mi piace metterla in risalto quando ne ho l’occasione. inoltre credo veramente che possa fare la differenza nei momenti difficili e abbia aiutato Giovanna e Matilde a renderle ciò che sono.
Giovanna d’Arco è un personaggio diamantino, dalle mille sfaccettature. La si può leggere come santa, come combattente politica, oppure come guerriera ideologica. Lei quale interpretazione sceglie?
Scelgo tutte queste interpretazioni, E’ proprio questo che mi ha affascinato di Giovanna d’Arco, le sue mille sfaccettature, il grande potenziale psicologico che sta dietro a questo personaggio. E’ stato fantastico per me rielaborarlo, romanzarlo, ma soprattutto entrare nella sua mente e cercare di capire come si sentisse nelle varie situazioni.
Valerio Massimo Manfredi, noto autore di romanzi storici, si è complimentato con Lei. Che rapporto ha con lo scrittore?
All’inizio ero solo una sua grande fan, per aver letto durante le vacanze estive della IV Ginnasio il suo romanzo Alexandros, che per me rappresenta un capolavoro della narrativa storica. Ho avuto il piacere e l’onore di fargli i miei complimenti telefonicamente e di incontrarlo alcune volte alla Fiera del Libro di Torino. Essendosi dimostrato interessato al mio lavoro di scrittrice, gli ho inviato i miei libri e quando ho saputo che era disposto a spendere delle parole per il mio romanzo, sono stata felicissima. La sua frase rappresenta un sogno avverato, in quanto lui è il mio modello per i romanzi storici, lo scrittore a cui mi ispiro. Spero un giorno di arrivare a scrivere come lui.
Donde è nata, infine, la sua passione per il romanzo storico?
La passione per il romanzo storico è nata proprio leggendo Alexandros, o meglio quando mia nonna lo leggeva a me durante l’estate. Mi ha avvicinato alla storia, materia che non mi è mai piaciuta, ma leggendo i libri di Manfredi ho capito che se è scritta nel modo giusto, può avvicinare e coinvolgere tante persone, in quanto non è più storia antica, ma esperienza vissuta.
Ha in progetto altri romanzi storici? Su quale personaggio?
Sì, ho in progetto di scrivere altri romanzi storici, ma per i soggetti è prematuro parlarne, soprattutto perché devo studiare quello che mi è più congeniale. Spero di occuparmi ancora di figure femminili, preferibilmente contro corrente.
Per concludere, una frase d’auspicio per tutti coloro che vogliano superare momenti difficili, anche ispirandosi alle figure eroiche da Lei trattate.
La mia frase è che non bisogna mai arrendersi, anche quando tutto sembra andare per il verso sbagliato e le probabilità sono contro di te. Bisogna perseguire sempre i propri obiettivi e sogni, in quanto, se sono giusti, si riuscirà a realizzarli anche sovvertendo le aspettative e superando ogni difficoltà, come Matilde e Giovanna che non si sono mai arrese e hanno continuato a lottare per ciò in cui credevano anche quando il buon senso avrebbe suggerito di fermarsi. Bisogna sempre lottare per i propri sogni, a qualunque prezzo, purché sia fatto correttamente. Solo così la vita sarà piena e soprattutto senza rimpianti.

Intervista di Chantal Fantuzzi