Dopo lo stallo dei colloqui con gli Stati Uniti, il leader nord coreano Kim Jong Un ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin per cercare sostegno nell’alleviare le sanzioni internazionali imposte a causa del programma nucleare che stanno soffocando la Corea del Nord.

L’incontro, avvenuto in un campus universitario della città portuale di Vladivostok, è la conseguenza del fermo della diplomazia verificatosi nel summit di febbraio ad Hanoi conclusosi senza alcun accordo sui passi per liberare la Corea del Nord dalle sue armi nucleari. Una grossa opportunità dunque per la Corea del Nord di mostrare che ha alleati potenti e per mostrare che il suo futuro economico non dipende esclusivamente dagli Stati Uniti.

Molti analisti concordano che questo vertice è un’opportunità anche per la Russia di dimostrare che è un giocatore importante per la penisola coreana. Kim ha voluto sottolineare la speranza di rafforzare ulteriormente le relazioni tra i due paesi che hanno una lunga storia di amicizia. Lo stato comunista infatti ha sempre considerato la Russia una delle super potenze straniere meno ostili.

Putin, da parte sua, mettendo in risalto gli sforzi di Kim per migliorare le relazioni con gli Stati Uniti, ha detto che si sarebbe discusso di legami commerciali ed economici tra la Russia e la Corea del Nord, nonché di questioni umanitarie. “Sono fiducioso che la vostra visita in Russia oggi servirà allo sviluppo delle relazioni bilaterali. Ci consentirà di capire meglio come possiamo risolvere la situazione nella penisola coreana, cosa possiamo fare insieme e cosa la Russia può fare per sostenere i processi che stanno attualmente accadendo”, ha dichiarato Putin.

L’arrivo del leader nordcoreano ha dominato le notizie dei media russi, che hanno trasmesso in diretta l’arrivo del treno blindato nella popolare stazione dell’Estremo Oriente, punto di partenza per i viaggiatori che percorrono la ferrovia Trans-Siberiana attraverso la Russia.

Durante la guerra fredda, l’ex Unione Sovietica mantenne stretti legami militari e commerciali con il suo alleato comunista per ragioni ideologiche e strategiche. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica avvenuto nel 1991, i legami commerciali con la Russia post comunista si sono ridotti e la Corea del Nord si è rivolta alla Cina come suo principale alleato. Sotto la presidenza di Putin, con un grande gesto di buona volontà, la Russia nel 2014 ha cancellato la maggior parte del debito che la Corea del Nord aveva accumulato durante l’era sovietica.

Probabilmente Putin non ha molto materiale da offrire a Kim per aiutarlo a tirar fuori dal suo stato disastroso l’economia della Corea del Nord, senza violare le sanzioni che la Russia stessa ha sottoscritto come membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Difficile pensare ad un aiuto di sviluppo o un gesto diplomatico di sostegno. Tuttavia il vertice ha comunque una grande importanza sotto una certa ottica politica, specialmente per il pubblico di Washington.

Un messaggio molto chiaro agli Stati Uniti, secondo cui la Corea del Nord avrebbe altri canali nella regione asiatica per cercare conquiste diplomatiche. Un tentativo ben progettato per mantenere l’attenzione di Trump sulla penisola coreana al fine di raggiungere la pace.

È di questo parere anche il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, che afferma di ritenere che il vertice Putin-Kim avrà un ruolo costruttivo negli sforzi di ottenere una completa denuclearizzazione e una pace duratura nella penisola coreana.