In seguito agli affidi illeciti di minori avvenuti a Bibbiano, è stato condannato a quattro anni Claudio Foti, lo psicoterapeuta titolare dello studio di cura torinese ‘Hansel&Gretel’ nel rito abbreviato per la vicenda degli affidi illeciti di Bibbiano e della Val d’Enza.

La Procura aveva chiesto sei anni di condanna per le accuse di abuso d’ufficio, frode processuale e lesioni gravissime (compresa l’alterazione psichica di una paziente). Assolto dall’accusa di frode processuale, lo psicoterapeuta è stato condannato al risarcimento danni alle parti civili, tra cui Unione Val d’Enza, Ausl di Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna, Ministero della Giustizia e associazione Gens Nova, oltre che i genitori di quattro minorenni. Lo psicoterapeuta è stato poi interdetto dai pubblici uffici per 5 anni, e dalla professione per 2 anni, anche se i legali di Foti annunciano già il ricorso in appello. Nadia Bolognini, moglie di Foti, è stata processata.

L’assistente sociale Beatrice Benati, per la quale lei la Procura aveva chiesto una condanna a un anno e sei mesi per violenza privata e tentata violenza privata, è stata assolta.

Nadia Campani, funzionaria dell’Unione dei Comuni della val d’Enza; Attilio Mattioli, Barbara Canei, Sara Testa e la funzionaria del Comune di Reggio Daniela Scrittore sono stati prosciolti; l’assistente sociale Cinzia Magnarelli ha ottenuto un patteggiamento a un anno e 8 mesi dopo aver iniziato a collaborare con i magistrati; l’ex sindaco di Bibbiano Andrea Carletti andrà a processo solo per abuso d’ufficio.  

Federica Anghinolfi, ex responsabile dei servizi sociali di Bibbiano e della Val d’Enza, è stata rinviata a giudizio.

L’inchiesta, chiamata Angeli e Demoni, aveva visto l’inizio con gli arresti del giugno 2019, in seguito ad allontanamenti illeciti di bambini dalle proprie famiglie per mano dei servizi sociali della Val D’Enza.

Con l’accusa di aver gravemente danneggiato i minori e di una serie di reati amministrativi, i colpevoli avevano allontanato i bambini con disegni falsificati, cui venivano aggiunti dettagli a carattere sessuale, ed esponendo relazioni non veritiere sui rapporti tra genitori e figli.

Gli psicologi e gli psicoterapeuti avevano fatto inoltre pressione sui bambini affinché dicessero il falso sui propri familiari.

La finalità? Affidare i minori a cure private a pagamento di una onlus, la “Hansel & Gretel”.