Non sembrano non esserci dubbi sul fatto che la crisi dei migranti al confine tra la Bielorussia e Polonia è volutamente provocata dal presidente bielorusso Alexander Lukashenko.

I circa 2 mila migranti, che provengono principalmente dal Medio Oriente, sono apparsi negli ultimi giorni sul lato bielorusso del confine, raccolti senza cibo nelle gelide foreste. Quest’ultimi convinti che la Bielorussia avesse fornito una porta d’ingresso per l’Europa, dopo aver ricevuto il visto turistico bielorusso, essere arrivati a Minsk con la compagnia aerea statale e portati in autobus al confine con la Polonia e la Lituania.

I profughi siriani, curdi iracheni e yemeniti sono usati immoralmente come strumento di negoziazione, e le immagini angoscianti di uomini ammassati accompagnati dalle mogli e dai figli con pochi averi, che cercano disperatamente ogni giorno di varcare il confine attraverso le recinzioni di filo spinato, sono drammaticamente aumentate.

I soldati polacchi hanno l’ordine di impedire ai migranti di andare oltre. Lo scontro potrebbe facilmente degenerare in violenza e scatenare un conflitto militare, perché la Polonia non vede questa attività al confine come una crisi umanitaria, ma come un atto di aggressione.

Con il traffico di esseri umani, Lukashenko spera di distrarre l’attenzione dal suo malgoverno e dalla violenta oppressione che usa per rimanere al potere, oltre che seminare discordia all’interno dell’Unione europea e soprattutto vendicarsi della conferma di ulteriori e dure sanzioni imposte a causa delle sue azioni.

Il ministro della Difesa polacco, Mariusz Blaszczak, ha confermato che truppe britanniche sono dispiegate al confine polacco per una esercitazione di ricognizione con gli alleati della NATO che stanno offrendo un supporto tecnico in questa situazione.

La Polonia ha stabilito lo stato di emergenza schierando 20 mila poliziotti di frontiera nella regione interessata di confine, accettando l’assistenza ingegneristica britannica, ma rifiutando quella dell’agenzia di gestione frontiere FRONTEX dell’UE. I polacchi e gli inglesi si sono avvicinati, visto che entrambi sono impegnati in alcune controversie con l’UE.

Diversamente la Russia, ha condotto recentemente esercitazioni militati congiunte con i soldati bielorussi vicino alla frontiera con la Polonia.

La scorsa notte sono stati usati gas lacrimogeni contro le guardie di frontiera polacche. Le forze bielorusse, che eseguono gli ordini del loro leader “dittatore”, hanno distrutto parti di rete metallica lungo i circa 200 km di recinzione, aiutando i migranti a passare prendendo di mira le truppe polacche accecandole con laser e luci stroboscopiche. I bielorussi stanno anche impedendo ai polacchi di ricostruire le recinzioni di filo spinato distrutte.

Il presidente russo Putin, ha dichiarato durante un’intervista televisiva, che Mosca non ha nulla a che fare con questa crisi dei migranti. “Voglio che tutti lo sappiano. Non abbiamo niente a che fare con questo”, ha detto Putin dopo che la Polonia insieme ad altri critici europei lo ha accusato di aver orchestrato con Minsk l’invio di migliaia di migranti al confine con l’UE.

Putin ha anche sottolineato che i leader europei devono parlare con il leader bielorusso se vogliono risolvere la crisi. “Non dovremmo dimenticare da dove provengono queste crisi associate ai migranti”, ha aggiunto Putin, incolpando l’Occidente di aver creato le ragioni di natura politica, militare ed economica.

Il disprezzo per il regime bielorusso sta unendo ancora di più i leader europei, che non hanno altra scelta che quella di evitare la trappola tesa da Lukashenko e trattare gli eventi come una crisi di sicurezza piuttosto che umanitaria (quale è).

Sconfitto alle presidenziali dello scorso anno, Lukashenko ha costretto la leader dell’opposizione Svetlana Tikhanovskaya a fuggire. Ha rinchiuso centinaia di manifestanti, impiegato una pirateria aerea per sequestrare un giornalista dell’opposizione e tentato di punire una atleta bielorussa dopo le sue dichiarazioni alle olimpiadi di Tokyo.

L’UE ha già imposto quattro round di sanzioni e ha lanciato un avvertimento per nuove sanzioni più importanti, che richiederanno il coordinamento con il Regno Unito, Canada e Stati Uniti, pianificate per più di due dozzine di funzionari bielorussi, compagnie aeree che verrebbero escluse dallo spazio aereo europeo, per l’Hotel Minsk che ospita i migranti nel paese, e che si estenderanno all’aeroporto di Minsk.

Il leader bielorusso ha anche minacciato giovedì scorso di fermare il transito di gas e altre merci che attraversano la Bielorussia verso l’Europa. Ma la sezione bielorussa del gasdotto Yamal-Europe, che porta gas russo dai giganteschi giacimenti della penisola di Yamal e della Siberia occidentale in Polonia e in Germania, è di proprietà del monopolio statale russo Gazprom. Se dovesse farlo, comporterebbe una violazione del contratto con la Russia. Putin spera che questo non accada, perché comprometterebbe i legami.

Funzionari militari consigliano di rimanere saldi contro la criminalità di Lukashenko e di stare attenti che le persone non finiscano per permettere alla natura bellicosa di alcune politiche di portare tutti in una posizione la cui l’escalation potrebbe portare ad errori di calcoli e conseguenze disastrose.