L’Anacronismo non ha convinto tutti, ma va di moda

Undici minuti di applausi per l’anteprima di Sant’Ambrogio riservata al pubblico Under30, che ha accolto entusiasta l’opera.

Il Macbeth di Giuseppe Verdi, con la regia di Davide Livermore e la direzione di Riccardo Chailly, il prossimo 7 dicembre aprirà la stagione della Scala, ma è stato presentato in anteprima, come da consueto, per il pubblico più giovane.

Tutti premiati dall’entusiasmo giovanile, dunque: dal coro diretto da Alberto Malazzi, a quello di voci bianche diretto da Bruno Casoni, all’orchestra, ai solisti dal tenore Francesco Meli (Mcduff) al basso Ildar Abdtazakov (Banco).

Grande entusiasmo per Anna Netrebko (Lady Macbeth) e il baritono Luca Salsi.

Tuttavia, l’allestimento moderno, con tanto di ascensori, automobili nel bosco, parcheggi, garage e piani di vetro e cemento non ha convinto tutti.

Il palese anacronismo per un’opera scritta dal Bardo di Britannia del XVI secolo, musicata dal Maestro parmigiano nell’800 e ambientata nel Medioevo, è stato un po’ un pugno nello stomaco.

L’opera non meritava, per alcuni, uno stravolgimento storico come questo, che ha “guastato” il mistero tipico del Macbeth.

In ogni caso le premesse per la Prima del 7 dicembre sono ottime.