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La teoria più accreditata si è rivelata anche quella giusta, nel macabro caso della famiglia francese di Montreux: i cinque membri si sono gettati dal balcone uno dopo l’altro, in un atto di suicidio di massa. Lo ha riferito il portavoce alla polizia volesse Jean-Christophe Sauterel. Una famiglia che viveva ai margini della società, vittima della paranoia, alimentata  dalla pandemia: “Si era avvicinata alle teorie cospirazioniste e complottiste e aveva accumulato una scorta impressionante di cibo che occupava la maggior parte delle stanze dell’appartamento. La famiglia viveva completamente isolata dalla società, in un’autosufficienza virtuale. Solo la sorella gemella della donna lavorava fuori casa” ha dichiarato Sauterel, fornendo un quadro più chiaro della situazione. L’arrivo della polizia deve aver scatenato il panico: “Probabilmente  hanno creduto che le autorità si volessero immischiare nel loro modo di vita”. 

Gli agenti si erano presentati a casa della famiglia la mattina presto, alle 6.15, per controllare come mai il figlio maggiore non frequentasse una scuola.  Non avendo ricevuto una risposta dagli occupanti  della casa, si sono allontananti in quanto non avevano il diritto di entrare con la forza, inconsapevoli della reazione che la loro visita aveva provocato. 

Si esclude dunque l’intervento di terze perone: “Le cinque persone sono cadute da oltre venti metri d’altezza, una dopo l’altra, poco prima delle 07.00, in un intervallo di cinque minuti. Prima o durante i fatti nessun testimone ha sentito il minimo rumore o grido provenire dall’appartamento o dal balcone”. 

Una tragedia familiare che ha mietuto quattro vittime, tra cui una bimba di 8 anni. L’unico sopravvissuto, il ragazzo 15enne, si  trova attualmente in coma e le sue condizioni sono stabili.