Assago. Un malato psichiatrico, Andrea Tombolini, ha accoltellato un cassiere, Luis Fernando Ruggeri, uccidendolo. Già lo scorso 18 ottobre, il malato psichiatrico aveva aggredito i genitori, richiedendo l’intervento degli agenti.

La polizia era stata fatta intervenire il 18 ottobre dai genitori buttati fuori di casa dal figlio, ma la tensione era subito rientrata prima dell’arrivo degli agenti, con la successiva richiesta del 46enne di andare in ospedale per la gastrite. Nel tragitto, Tombolini aveva avuto gesti di autolesionismo (pugni in faccia e in testa) e che gli era stata programmata una visita psichiatrica il 7 novembre.

Durante la terribile aggressione al supermercato, avvenuta prima della visita psichiatrica, l’assassino è stato fermato da un ex calciatore del Monza, Massimo Tarantino che tirandogli un calcio gli ha levato il coltello.

Agli inquirenti, il killer ha raccontato: «Ho aggredito per primo il calciatore: l’ho riconosciuto e lo invidiavo» Ma non è vero: Tombolini deve avere poi udito che una delle sei persone che aveva ferito (oltre al dipendente assassinato Luis Fernando Ruggeri) fosse un calciatore, e dunque ora inventa di averlo ferito deliberatamente, sbagliandosi, però, nella menzogna: Tarantino non ha mai militato nel Milan ma gioca nel Monza guidato dall’ex numero uno dei rossoneri Adriano Galliani.

Quello che invece, probabilmente, è vero è che a mandare in tilt la psiche disturbata di Tombolini, ossessionato dall’ipocondria e tormentato da pensieri di suicidio, deve davvero essere stata la scena di una famiglia “felice” composta da due giovani sposi con un bimbo nel sedile del carrello della spesa.

Forse, quella strage poteva essere evitata. Il pomeriggio del 26 ottobre, Tombolini si era presentato all’ospedale San Paolo per la testa che “gli faceva male”.

I medici lo avevano rimandato a casa. Anche il 19 ottobre aveva avuto uno scoppio di ira con «distruzione di oggetti scagliati contro i genitori», i quali avevano «richiesto l’intervento delle forze dell’ordine»: ma «condotto al pronto soccorso» ancora una volta «se ne era allontanato a piedi».

Secondo il padre, Tombolini “nelle ultime due settimane in cui é peggiorato il suo umore, ha smesso di parlare o parlava solo di suicidio”.

Il medico di base ha spiegato agli inquirenti di avergli prescritto 5 mesi fa gocce di benzodiazepine, ma dovrà essere verificato se sia vero ciò che Tombolini narra alla gip e all’avvocato Daniela Frigione (dopo aver negato al pm uso di droghe), e cioè di essere stato 20 anni fa «in cura» da uno psichiatra per il consumo di Lsd.