Marco Santoro 

Prima vengono la preghiera e la penitenza (con il digiuno e altro), poi segue l’intelligenza spirituale. Questo ha insegnato Dio già agli antichi Ebrei (come pure in misura minore agli altri popoli) e questo hanno sempre richiesto il cristianesimo in generale (vedi Nuovo Testamento) e la Madonna nelle Sue apparizioni (oltre mille documentate nel corso dei secoli). Un cristianesimo da salotto, che si concili perfettamente con l’attuale vita borghese, narcisista, superba, materialista e gaudente, non esiste nelle rivelazioni divine, delle Scritture e ai Santi successivi, e quindi nelle prassi dei cristiani autentici.

San Francesco d’Assisi, ad esempio, che non era affatto un ecologista nel senso attuale del termine, ma un borghese convertito, conosceva e applicava alla lettera le Scritture, vivendo in penitenza, castità, povertà e obbedienza. Per i fedeli laici del Terz’ordine, introdusse la variazioni del caso, ma non una vita gaudente: l’imitazione di Cristo è al centro, siamo peccatori che devono convertirsi, cioè perfezionarsi spiritualmente, se vogliono arrivare in Cielo.

In una delle apparizioni ricevute da San Francesco, il suo stile di vita fu lodato e apprezzato da Gesù Cristo in persona, che gli disse, per ricompensa, di chiedergli ciò che voleva perché gli sarebbe stato accordato. Nacque così il “Perdono di Assisi”, ovvero l’indulgenza plenaria della Porziuncola del 2 agosto, che Gesù concesse a condizione che anche il Papa allora regnante, come fu, fosse d’accordo. Gesù confermava e non scavalcava così l’autorità terrena del Papa, Suo Vicario in terra. Mirabile esempio di intelligenza, di umiltà, di ordine e di obbedienza. Oggi invece al Papa e agli insegnamenti della Chiesa, presenti nei documenti ufficiali (che peraltro pochi leggono) si manca non solo di obbedienza, ma anche di rispetto, contro la Tradizione della Chiesa. Nel generale degrado borghese della vita contemporanea si segue, anche nella Chiesa, da parte di sedicenti credenti, una vita non cristiana, con danno di tutti, perché il peccato, quale che sia, non solo oscura e uccide l’anima propria, ma ha sempre una dimensione sociale, ricade sugli altri, oltre che su Cristo stesso, presente al centro di ogni anima umana, dove viene di nuovo spiritualmente crocifisso.

La dinamica spirituale interna all’essere umano è poi la base fondamentale e determinante della sua vita psicologica e cognitiva, che perciò oggi sono così infelici, problematiche e conflittuali. La Madonna, Madre e Maestra, richiede in tutte le apparizioni riconosciute dalla Chiesa, da quelle di Fatima (1917) ad oggi, che presentano tutte profezie “apocalittiche”, di fare una vita di preghiera e penitenza (innanzitutto con il digiuno), non i propri comodi, narcisisti, materialisti ed edonisti, insieme a tante chiacchiere. Tanta gente invece vuole continuare, per quanto può, a godersi la vita, nell’epoca storica della ricchezza di massa, mentre il mondo si avvia alla catastrofe. Dio non è ascoltato, il mondo è diviso in alleanze antagoniste, che si scontrano per ora militarmente in conflitti locali, e questi sembrano gli ultimi giorni di Pompei.