Francesco Pontelli 

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Dopo una sostanziale latitanza  in termini di politica estera successiva all’inizio della guerra russo-ucraina e confermata  anche con la crisi israelo-palestinese, arriva , con un ritardo di soli tre anni , la critica dell’ex Presidente del Consiglio e della Bce , in parte anche condivisibile,  ma comunque  fuori tempo massimo.

Al di là delle inaccettabile tempistica, tuttavia,  emerge evidente come   sia contraddittorio il fatto che una impietosa analisi del ruolo europeo , che implicitamente svilisce  le competenze espresse in politica estera ed economica dai rappresentanti istituzionali dell’Unione Europea,  venga proprio da chi ha operato in funzione della progressiva marginalità complessiva della stessa Ue .

In questo contesto , infatti, non andrebbe dimenticato come lo stesso Draghi abbia offerto il proprio contributo politico,  esattamente come i suoi predecessori , premiando  l’appartenenza politica preferita alla competenza (leggi Di Maio) .

Contemporaneamente ha sempre confermato il proprio sostegno alla deriva ideologica del GreenDeal , confermandosi favorevole alla decarbonizzazione dell’economia europea ( irrealizzabile il solo pensiero, ) ,quindi ha deliberatamente cooperato alla distruzione di ogni settore industriale , ed Automotive in particolare.

Di fatto creando le condizioni per una diretta dipendenza dell’intera economia europea dalla Cina ed in piu è stato  il motore politico della trasformazione del nostro paese da potenza industriale negli anni Novanta a economia basata sul turismo, facendo tesoro del consiglio del prof. Luigi Zingales .

Tornando alla questione Europea, il suo  sostegno è stato confermato anche recentemente in quanto  rispetto al già folle divieto di vendita e produzione di auto endotermiche al 2035 , ora La Ue  intende addirittura anticiparlo    per le flotte Aziendali e agli autonoleggi  al 2030.

A questo , poi , si aggiunga anche il favore politico mai negato  alla strategia  della presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen in quanto  sostenitore del valore ed efficacia delle sanzioni economiche nei confronti della Russia , i cui effetti invece sono assolutamente risibili e non fanno che fornire nuova forza a Putin.

Memorabile , infatti, il discorso tenuto all’assemblea dell’ONU, nel quale sosteneva che “le sanzioni hanno avuto un effetto dirompente sulla Russia ” : una valutazione assolutamente ridicola ed intrisa di un’ideologia che tende ad azzerare ogni competenza economica.

La stessa strategia della amministrazione statunitense di Donald Trump parte dalla sostanziale marginalità Europea che non nasce da un mancato processo di aggregazione politica, quanto da una sostanziale incompetenza dei principali vertici europei a cominciare dalla responsabile della politica estera Kallas.

Sempre in relazione all’attività dell’ex presidente della BCE come non ricordare l’infantile retorica , in qualità di Presidente del Consiglio italiano , relativa  al fatto se  ” preferiamo la pace o un condizionatore accesso ? ”  a sostegno o meglio a giustificazione dell’impegno italiano ed europeo nel sostegno all’ Ucraina .

Una visione lontana anni luce da ogni possibilità di trattativa diplomatica e confermata successivamente dell’ennesimo suo endorsement alla volontà espressa dall’Unione Europea di stanziare 800 miliardi destinati alla politica del RearmEurope. 

Una scelta che assume i connotati di una catastrofe strategica in quanto contemporaneamente , proprio per reperire le risorse finanziarie destinate al riarma europeo , vengono ridotte  del 20% quelle destinate al  sostegno della politica agricola europea. 

In un momento in cui , poi ,  l’intera economia agricola comunitaria si vedrà, successivamente all’attuazione del trattato del Mercosur, costretta a combattere la sleale  concorrenza  di prodotti provenienti dall’America Latina ed espressione di dumping economico retributivo e fiscale.

L’intervento di Mario Draghi al meeting di Rimini non fa che confermare come solo nel nostro paese, ma  ora anche in Europa , gli autori del disastro economico , politico e diplomatico dell’Unione stessa vengano chiamati a spiegarne le ragioni .

Quando invece dovrebbero rispondere dalle proprie responsabilità .

In altre parole il discorso che sta suscitando il favore di coloro che non sono in grado di comprendere il prossimo scenario economico , politico ed occupazionale del continente europeo non fa che certificare le motivazioni di questo suicidio europeo.