1984

Nov 7, 2025

Londra, anno 1984. O forse no — nessuno lo sa con certezza. Nel mondo non esiste più il passato, né un futuro diverso da quello che il Partito decide di raccontare. La città, avvolta da un grigiore eterno, è un luogo di macerie e paura. Le facciate cadenti delle case portano ovunque il volto severo e onnipresente del Grande Fratello, accompagnato da un motto che si ripete su ogni muro:
“Il Grande Fratello ti guarda.”

In questo mondo vive Winston Smith, un uomo di trentanove anni, dal volto stanco e dallo sguardo inquieto. Lavora al Ministero della Verità, un enorme edificio dove si riscrive continuamente la storia. Il suo compito è correggere i giornali e i documenti del passato: ogni volta che il Partito cambia versione di un fatto, Winston deve cancellare le prove e riscrivere la verità. I nemici di ieri diventano alleati, gli alleati diventano traditori, e chi viene eliminato sparisce non solo fisicamente, ma anche dalla memoria collettiva. È come se non fosse mai esistito.

Winston comincia a sentirsi oppresso da questa menzogna continua. Dentro di lui nasce un dubbio, un piccolo seme di ribellione. Sospetta che esista una verità al di là delle parole del Partito, ma non sa come trovarla. Non può parlarne con nessuno: ogni parola, ogni sguardo, ogni respiro può essere spiato dai teleschermi, presenti in ogni casa, o denunciato da chiunque, persino da un amico o un figlio. In Oceania non esiste libertà, nemmeno nei pensieri. Anche immaginare qualcosa di diverso è un crimine — lo chiamano “psicoreato”.

Un giorno, però, qualcosa cambia. Winston nota una ragazza dai capelli scuri, Julia, che lavora al Ministero della Verità. All’inizio la teme, crede sia una spia della Psicopolizia. Ma poi, un mattino, lei gli passa di nascosto un biglietto. Sopra c’è scritto:
“Ti amo.”

Quel semplice gesto accende in Winston una scintilla di umanità. I due iniziano a incontrarsi di nascosto, prima in campagna, lontani dagli occhi dei teleschermi, poi in una piccola stanza sopra un negozio d’antiquariato nel quartiere dei prolet. Lì, per la prima volta, Winston e Julia vivono come esseri umani liberi: si parlano, si amano, ridono. Sognano un futuro diverso, una ribellione che possa distruggere il Partito.

Winston crede di aver trovato un alleato in O’Brien, un membro del Partito Interno che sembra condividere i suoi dubbi. O’Brien gli parla di una misteriosa organizzazione segreta, la Confraternita, che lavora per abbattere il regime di Big Brother. Gli consegna perfino un libro proibito: “La teoria e la pratica del collettivismo oligarchico”, scritto da Emmanuel Goldstein, il principale nemico del Partito.

Winston lo legge con avidità. Il libro spiega come il Partito mantenga il potere grazie a tre ministeri: il Ministero della Verità, che manipola l’informazione; il Ministero della Pace, che si occupa della guerra perpetua; e il Ministero dell’Amore, dove si tortura chi osa disobbedire. Tutto è costruito su paradossi, riassunti nei tre slogan fondamentali:
“La guerra è pace.”
“La libertà è schiavitù.”
“L’ignoranza è forza.”

Ma proprio quando Winston inizia a credere nella possibilità di cambiare il mondo, il sogno si infrange. La stanza che credeva sicura era sorvegliata da un teleschermo nascosto. Julia e Winston vengono arrestati. Portati al Ministero dell’Amore, vengono separati e sottoposti a interrogatori, torture e umiliazioni.

Winston scopre la verità più terribile: O’Brien non è un ribelle, ma un fedele servitore del Partito. È lui a guidare la sua “rieducazione”. Con calma e crudeltà, O’Brien lo distrugge mentalmente, costringendolo a rinnegare ogni certezza. Gli insegna che due più due può fare cinque, se il Partito lo dice.

Infine, Winston viene portato nella Stanza 101, il luogo più temuto di tutti, dove ognuno affronta ciò che lo terrorizza di più. Per Winston, sono i topi. Quando O’Brien minaccia di lasciarglieli addosso, Winston cede completamente. Urla il nome di Julia, la tradisce, implora che sia lei, non lui, a soffrire. In quell’istante, l’ultima briciola della sua libertà interiore muore.

Quando, tempo dopo, Winston torna libero, è un uomo vuoto. Vive da solo, trascorre le giornate bevendo gin e osservando gli altri con indifferenza. Julia lo incontra per caso, ma tra loro non c’è più nulla. Ognuno sa che l’altro lo ha tradito.

Seduto in un bar, Winston guarda il volto del Grande Fratello proiettato sullo schermo. Dentro di sé sente un’emozione nuova, pura, assoluta: l’amore per il suo carnefice. Ha imparato ciò che il Partito voleva: non basta obbedire, bisogna amare il potere che ti domina.

E così, mentre la folla esulta per l’ennesima vittoria dell’Oceania, Winston sorride. Le lacrime gli scorrono sul viso.
Alla fine, ha vinto davvero il Grande Fratello.