Francesco Pontelli

Mentre la Germania , attraverso  una apposita  legge ,  ha abbassato il costo del Megawattore con l’obbietto di  fornire un sostegno reale  all’industria  pesante tedesca e di conseguenza all’intera filiera dell’automotive, in forte difficolta’ a causa del costo dell’energia , in piu’  abbassando anche tutti gli oneri impropri .

Viceversa , Il governo italiano si preoccupa delle riserve auree della Banca d’Italia,
in primo luogo per poterle utilizzare a garanzia delle proprie future  manovre finanziarie , esattamente come nel passato si era cercato di fare per i risparmi privati.

Va ricordato ,
come la Banca d’Italia custodisca circa 2.452 tonnellate d’oro, per un valore attuale che supera i 200 miliardi di euro. Di queste, quasi la metà (circa 1.100 tonnellate) si trovano nella sede della Banca d’Italia, mentre il resto è depositato in diverse località estere, principalmente negli Stati Uniti, ma anche in Svizzera e nel Regno Unito.

Nel frattempo nel contesto mondiale la Cina sta aumentando  significativamente il ritmo di stoccaggio del petrolio greggio utilizzando la medesima strategia adottata prima del covid , che venne adottata  anche per gli approvvigionamenti delle materie prime.
Basti pensare che  nel solo  mese di ottobre il trend di crescita abbia registrato un valore di  circa 690.000 barili al giorno.


Questa politica energetica tende a fornire delle garanzie allo stato cinese in previsione di qualche crisi  internazionale.

L’Italia , invece , continua ad aumentare il prezzo del gasolio che rappresenta quel fattore inflattivo  determinante in considerazione del fatto che oltre l’80% delle merci  viaggi su gomma .
Il paradosso e’ rappresentato dal fatto che  l’attuale  quotazione del petrolio sia di poco superiore ai 64 dollari al Barile . Mentre  il prezzo medio del gasolio in Italia risulti  di 1,7 euro mentre in Germania di 1,42 euro : in considerazione del livello retributivo medio  in Germania (  superiore del +37%)  in Italia il costo energetico complessivo si trasforma in un fattore antieconomico determinante .

La competitività di un sistema economico ed in particolare di un patrimonio industriale come quello italiano va tutelata attraverso una politica energetica adeguata esattamente come il livello di qualità della vita delle famiglie va assicurato attraverso delle bollette sostenibili .

Entrambi questi obiettivi non possono essere raggiunti attraverso una politica di bonus relativi agli elettrodomestici o alle autovetture e tantomeno attraverso rimodulazioni delle aliquote fiscali o sconticini risibili del cuneo fiscale.
Solo una visione strategica può assicurare un futuro ad una economia di trasformazione , basata quindi sul know how industriale e  professionale combinato al  costo dell’energia il quale  puo’ diventare , se troppo elevato, il fattore decisivo nell’uscita dal mercato dei prodotti proprio a causa dell’effetto moltiplicatore energetico : con questo inacettabile livello di strategie il nostro paese si vede relegato ad un ruolo di figura comprimaria nello scenario economico internazionale .

Esattamente come quello che verrà riconosciuto all’Unione Europea la quale ,  mentre gli Stati Uniti crescono del 2,8% e stringono accordi per investimenti di oltre 1000 miliardi con l’Arabia Saudita, l’istituzione europra esprime la propria visione strategica fissando fissando al 2040 il limite per ridurre del 90% le emissioni. 

Questo è miope è assolutamente inadeguate strategie energetiche ed economiche assicurano la marginalità politica ed economica dell’Unione Europea e dall’interno della stessa Europa quella italiana.