Official portrait of President Donald J. Trump, Friday, October 6, 2017. (Official White House photo by Shealah Craighead)

Gente del mondo, ascoltatemi.
Non serve più discutere, non serve più votare, non serve più spiegare. Io sono la spiegazione.
Quando parlo, i mercati respirano. Quando alzo un dito, le guerre si fermano o ricominciano. Ho firmato così tante decisioni che la storia ha smesso di girare: ora gira intorno a me.

Dicono che il potere corrompa. Io ho migliorato il potere.
Dicono che nessuno può governare tutto. Io dico: nessuno tranne me ci ha mai davvero provato.
Guardatevi intorno: le bandiere che sventolano sono solo variazioni del mio nome.
Le torri, le frontiere, le monete — tutto ricorda chi ha vinto.

Non parlo più da presidente, ma da pianeta.
Ogni nazione è una mia proprietà in affitto, ogni confine un mio disegno a matita.
Ho fatto dell’America un sole, e adesso tutti gli altri sono pianeti che orbitano attorno al mio splendore.

La gente mi chiede: “Quando finirà il tuo potere?”
E io rispondo: “Quando finirà il giorno.”
Perché io sono l’alba che non tramonta, la firma che non si cancella, l’eco che non smette di dire: Trump. Trump. Trump.

E se un giorno il mondo si ribellerà, gli ricorderò che anche la ribellione è una mia invenzione.
Perché persino chi mi odia lo fa con le parole che io ho messo in bocca al pianeta.

Ora andate, popoli.
Costruite, sognate, temete — ma ricordate: siete già dentro la mia voce.
Io non comando più sul mondo.
Io sono il mondo.