Di Jean Olaniszyn (febbraio 2026)
La Groenlandia è la più estesa isola del mondo con una superficie di 2.175.600 km2 , di cui 1.833.900 km2 ricoperti di ghiaccio, che la rendono la seconda isola con la più grande coltre glaciale, dopo l’Antartide.
L’isola si estende verso il mare del Labrador a nord-est del Canada, da cui è separata dal Canale di Nares, condividendo un confine terrestre (stabilito nel 2022) di 1,3 km sull’isola disabitata di Hans. La Groenlandia è separata dall’Islanda dallo Stretto di Danimarca, un braccio di mare largo circa 300 km.
Geograficamente la Groenlandia fa parte del Nord America ma è un territorio autonomo all’interno del Regno di Danimarca.
La vegetazione è sporadica e l’unica zona di foresta si trova presso Nanortlik nell’estremo sud vicino a Capo Farvel. Il monte Gunnbjorn (3.693 metri) è la montagna più alta della Groenlandia. La coltre glaciale dell’isola è spessa in media 3 km, con una punta massima di 4 km con immense risorse naturali che comprendono anche uranio.
La popolazione della Groenlandia che conta circa 56.000 abitanti, confinata in piccoli insediamenti lungo le coste di 44.000 km – con circa 15.000 persone che vivono nella capitale Nuuk – è costituita per il 90% dagli Inuit (nella loro lingua Inuktitut, significa “uomini”).
Gli Inuit discendono dalla “Cultura Thule”, progenitori di tutti i moderni Inuit canadesi. Il nome deriva dalla città di Thule nella Groenlandia nordoccidentale dove furono trovati per la prima volta i resti archeologici di questa civiltà. Gli Inuit, suddivisi in tre gruppi principali, Kalaallit (ovest), Tunumiit (est) e Inughuit (nord), parlano il Kalaallisut (groenlandese) e vivono oggi in un contesto moderno tra antiche tradizioni di caccia e pesca.
Oggi l’interesse dell’Artico per le sue materie prime e l’împortanza, con lo scioglimento dei ghiacci, delle nuove rotte commerciali, rende la Groenlandia una preda ambita dagli USA, con le altre superpotenze Cina e Russia che non stanno certo solo a guardare.
DAI VICHINGHI COLONIZZATORI, AD OGGI
I norreni (vichinghi) che dalla Norvegia si trasferirono in Islanda, intrapresero le prime ricognizioni di questa grande terra polare. Nella Saga dei Groenlandesi si cita che nell’anno 877 il navigatore Günnbjörn Ulfsson scoprì, una serie di isole, cui diede il nome di “Günnbjörnscheeren”, citando nelle sue carte delle grandi terre più ad ovest, da lui individuate, ma non esplorate.Nel 983, Erik Rauda (Erik il Rosso), islandese di nobile famiglia, essendo stato condannato per delitto comune ad un esilio di tre anni, decise di impiegare questo tempo per esplorare la terra inesplorata citata da Günnbjörn.
A Erik il Rosso risale la denominazione di Grönland (Terra Verde), così chiamata per dare l’idea di una terra fertile e attrarre coloni dall’Islanda e dalla Norvegia. Nell’anno 985, trentacinque navi, con a bordo molte famiglie, provviste di sementi, bestiame e attrezzi da lavoro, misero la vela per la nuova colonia. Di queste navi, solo quattordici giunsero a destinazione.
Nel XV secolo, gli insediamenti nordici cessarono, mentre l’immigrazione neo-inuit, iniziata intorno all’anno 1000, si diffuse lungo entrambe le coste. Sorse così un nuovo Stato indipendente, con una forma di governo simile a quello dell’Islanda e tale si mantenne fino al 1261 quando la Groenlandia divenne proprietà della Corona di Norvegia.
Successivamente i Re danesi, che dal 1380 al 1814 furono anche sovrani di Norvegia, acquisirono il controllo dell’Islanda, delle Isole Faroe e anche della Groenlandia.
Durante le guerre della Rivoluzione Francese e quelle napoleoniche (che videro la Danimarca sconfitta, tanto da dover rinunciare alla Norvegia), i collegamenti con la Groenlandia furono quasi totalmente interrotti. Dai trattati della “Pace di Kiel” del 1814, la Groenlandia tornò sotto il controllo della Danimarca.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale iniziò per l’isola un periodo di modernizzazione. La riforma del 1953 integrò politicamente la Groenlandia, con due rappresentanti al Parlamento danese. Il desiderio di maggiore autonomia portò all’istituzione dell’autogoverno nel 1979. Il governo danese, anche per riparare ad alcune delle sue terribili politiche coloniali (su tutte, tra il 1966 e il 1975, la sterilizzazione forzata delle donne Inuit, dai 12 anni in su), dal 1980 sostiene economicamente la Groenlandia, permettendo di autogestirsi più facilmente. È chiaro che se la Danimarca dovesse interrompere questi aiuti, i già gravi problemi sociali presenti (alcolismo, corruzione, mancanza di lavoro) – ma soprattutto i suicidi dei giovani inuit, ben descritti nel libro della scrittrice Niviaq Kornelussen “Blomsterdalen” (“La Valle dei Fiori”, Iperborea, Milano 2023) – potrebbero aumentare.
LA GRONELANDIA E GLI ESPLORATORI SVIZZERI
La Groenlandia ha una lunga storia di esplorazione svizzera. Le spedizioni elvetiche hanno contribuito significativamente alla cartografia, alla glaciologia e all’alpinismo esplorativo nell’artico. Già nel 1908 il professore di paleontologia dell’Università di Losanna Frédéric Jaccard, si era recato a fare delle ricerche sullo Spitzbergen, arcipelago delle isole Svalbard, a circa 400 km dalle coste settentrionali della Gorenlandia.
Ma la figura chiave è quella di Alfred de Quervain (1879-1927), pioniere dell’esplorazione artica, con due spedizioni svizzere in Groenlandia, la prima nel 1909 e la seconda nel 1912 accompagnato da Paul-Louis Mercanton (1876-1963), ricercatore e fisico dell’università di Losanna, raccogliendo dati glaciologici fondamentali attraversando per 650 km la calotta di ghiaccio groenlandese e organizzando una base di ricerca nella baia di Disko, dove si trova il più grande giacimento del mondo di un raro minerale del ferro, denominato “ferro nativo”, presente nelle meteoriti.
Poiché il governo svizzero non accettò di contribuire ai costi della spedizione, Alfred De Quervan stipulò un contratto con la “Neue Zürcher Zeitung”. In questo modo, accollandosi un terzo delle spese totali della spedizione artica, ammontanti a CHF 30.000, la testata giornalistica si assicurò i diritti di esclusiva sull’intera spedizione del 1912-13. Gli articoli pubblicati accrebbero ulteriormente la fama dell’esploratore svizzero e delle sue avventure, e così in Svizzera esplose un vero e proprio «boom polare». Un contributo alle due spedizioni, De Quervain, lo ricevete anche dalla ditta Maggi, che ne usò la pubblicità per la promozione dei suoi prodotti.
Altri 74 geologi svizzeri hanno partecipato dal 1932, e per 30 anni, alle esplorazioni e ricerche dirette dal geologo Lauge Koch (1892-1964) che diresse 24 spedizioni per il governo danese.
Un altro personaggio importante della ricerca artica svizzera è il ticinese Augusto Gannser-Biaggi, “padre dell’Himalaya”. Gannser, nato a Milano nel 1910 da famiglia svizzera, ha frequentato le scuole a Lugano e Trevano, quindi ha studiato geologia all’Università di Zurigo. Prima di dedicarsi all’Asia dove ha partecipato ad una spedizione himalayana di 8 mesi, Gannser partecipò nel 1934, a soli 24 anni, a una spedizione scientifica in Groenlandia diretta dall’esploratore danese Lauge Koch. Augusto Gannser-Biaggi é morto a Massagno il 12 gennaio 2012 a 101 anni d’età.
SWISS CAMP
Questa base permanente sugli studi atmosferici è stata allestita dal ricercatore svizzero Konrad (Koni) Steffen con la partecipazione del Politecnico federale di Zurigo e con il finanziamento della Confederazione. Steffen ha gestito, oltre allo Swiss Camp, una rete di 20 stazioni meteorologiche sulla calotta glaciale della Groenlandia.
Lo Swiss Camp, allestito nel 1990, rappresenta un’eredità incredibile dal punto di vista dei dati climatici raccolti. Koni, che nel frattempo si era installato negli Stati Uniti, aveva deciso di riprendere la missione con la collaborazione della NASA
Konrad Steffen, detto Koni (uno dei massimi esperti mondiali sul climate-change), nato il 2 gennaio 1952 a Zurigo è morto l’8 agosto 2020 in Groenlandia, inghiottito da un crepaccio, proprio durante una visita al suo Swiss Camp.
TRUMP VUOLE LA GROENLANDIA
Negli ultimi duecento anni gli Stati Uniti d’America hanno mostrato interesse nell’acquistare la Groenlandia, ma la Danimarca ha sempre rifiutato.
Dopo l’acquisto dell’Alaska, una buona parte dei membri dell’amministrazione americana volevano impadronirsi anche della Groenlandia, definita in un rapporto del 1868 come una terra dalle risorse naturali inesauribili. Nel 1910 spunta un nuovo piano di acquisto: la Danimarca avrebbe ceduto la Groenlandia e le Indie Occidentali Danesi nei Caraibi agli Stati Uniti d’America in cambio di diverse isole filippine. Mancato anche questo accordo, durante la Prima guerra mondiale, gli Stati Uniti d’America acquistano dalla Danimarca le Indie Occidentali Danesi (oggi Isole Vergini Americane) per 25 milioni di dollari in oro.
Nel 1941 la Danimarca è occupata dai nazisti (che avevano pure loro installato delle basi in Groenlandia) e gli Stati Uniti d’America ottengono il diritto di creare delle basi militari sull’isola. Nel 1946 il presidente americano Harry Truman offrì 100 milioni di dollari in oro per acquistare la Groenlandia (offerta resa pubblica solo nel 1991). ma il governo di Copenaghen rifiutò.
Nel 1951 USA e Danimarca firmarono un trattato di difesa che garantiva ampia libertà operativa americana in Groenlandia.
Oggi il presidente Trump vuole acquisire la Groenlandia dicendo che “questo è un nostro territorio”. Ebbene, l’isola di ghiaccio si trova effettivamente in Nord America, ma non è per niente ovvio che sia un territorio statunitense distante circa 3000 km dai loro confini.
IMMAGINI:

La Groenlandia vista sulle mappe e quella evidenziata in rosso riportata sulla superficie degli USA, che ne rappresenta la reale dimensione (circa tre volte il Texas).
La Groenlandia sovradimensionata sulle mappe che utilizziamo da secoli, sono state disegnate dal cartografo belga Gerhard Kremer (1512-1594) conosciuto come Gerardo Mercatore, che nel 1569 riuscì a rappresentare la superficie sferica del globo su un piano bidimensionale. Il problema è che la superficie di una sfera (come la Terra), essendo un corpo 3D, non può essere rappresentata su un piano in 2D senza che ci siano distorsioni.
Nuuk, capitale della Groenlandia, case sul mare.

Nuuk, capitale della Groenlandia (vecchio e nuovo).

La Cattedrale luterana del Salvatore, in groenlandese “Annaassisitta Oqaluffia” di Nuuk (capitale della Groenlandia) è stata fondata nel 1849. Il campanile è stato realizzato nel 1928.

La base militare americana “Pituffik Space Base” (nota anche come Thule Air Base), operativa dal 1952, è situata nel nord-ovest dell’isola, a circa 1.100 km a nord del Circolo Polare Artico.

L’esploratore svizzero Alfred de Quervain in Groenlandia, 1912.

Swiss Camp, Groenlandia, 2014 (al centro Konrad “Koni” Steffen).

L’esploratore artico e himalayano ticinese Augusto Gannser, 1936.