Incontro cordiale tra il cardinale Fernández e don Pagliarani. Sul tavolo Vaticano II, pluralità delle religioni e piena comunione ecclesiale. La Santa Sede chiede la sospensione delle ordinazioni episcopali annunciate.
Un nuovo passo nel complesso cammino tra la Santa Sede e la Fraternità Sacerdotale San Pio X. Il 12 febbraio 2026, presso il Dicastero per la Dottrina della Fede, si è svolto un incontro definito “cordiale e sincero” tra il Prefetto, il cardinale Víctor Manuel Fernández, e il Superiore Generale della Fraternità, don Davide Pagliarani, con il benestare del Santo Padre Papa Leone XIV.
Il comunicato ufficiale, diffuso al termine dell’incontro, indica la volontà di avviare un percorso di dialogo teologico strutturato, con metodologia precisa, su temi che negli anni hanno rappresentato il nodo centrale delle tensioni tra Roma e la Fraternità.
Tra le questioni affrontate vi è quella, particolarmente delicata, della “volontà divina riguardo alla pluralità delle religioni”, un tema che negli ultimi anni ha suscitato dibattiti e interpretazioni differenti. Il Dicastero ha proposto un approfondimento specifico anche su altri punti dottrinali, tra cui:
- la distinzione tra atto di fede e “religioso ossequio della mente e della volontà”;
- i diversi gradi di adesione richiesti dai testi del Concilio Vaticano II;
- la corretta interpretazione del Magistero conciliare.
Si tratta di questioni che la Fraternità aveva già sollevato in diverse lettere, in particolare tra il 2017 e il 2019, e che ora potrebbero trovare uno spazio di confronto teologico più sistematico.

La questione delle ordinazioni episcopali
Il comunicato ribadisce con chiarezza un punto centrale: l’ordinazione di vescovi senza mandato pontificio costituirebbe una rottura della comunione ecclesiale, configurando uno scisma, con gravi conseguenze per l’intera Fraternità. Il riferimento esplicito è alla costituzione dogmatica Pastor aeternus e ai documenti emanati in seguito alle ordinazioni episcopali del 1988, che segnarono una fase drammatica nei rapporti tra Roma e la FSSPX.
Per questo motivo, la Santa Sede ha indicato come condizione preliminare per il dialogo la sospensione delle ordinazioni episcopali annunciate dalla Fraternità. Solo in presenza di tale passo si potrà procedere a definire modalità, tempi e tappe di un eventuale percorso verso la piena comunione.
Verso uno statuto canonico?
Secondo il testo diffuso dal Dicastero, il dialogo avrebbe lo scopo di individuare i “minimi necessari” per la piena comunione con la Chiesa cattolica e, di conseguenza, delineare uno statuto canonico adeguato per la Fraternità.
Non si tratta dunque di un confronto puramente teorico, ma di un cammino con implicazioni concrete sul piano giuridico ed ecclesiale. La prospettiva è quella di superare definitivamente una frattura che dura da decenni, senza rinunciare alla chiarezza dottrinale.
Un cammino affidato alla preghiera
Il comunicato si chiude con un invito a tutta la Chiesa ad accompagnare questo percorso con la preghiera allo Spirito Santo, indicato come “principale artefice della vera comunione ecclesiale voluta da Cristo”.
Dopo anni di tensioni, tentativi di riavvicinamento e momenti di stallo, il nuovo incontro segna un segnale di disponibilità reciproca. Resta ora da vedere quale sarà la risposta della Fraternità e se questo dialogo potrà aprire una fase nuova nei rapporti tra Roma e il mondo tradizionalista.
Il nodo non è soltanto disciplinare, ma profondamente ecclesiologico: come custodire l’unità nella verità, senza sacrificare né la fedeltà al Magistero né la sensibilità teologica di chi chiede chiarimenti? La risposta, come ricorda il comunicato, non sarà solo frutto di negoziati, ma di un cammino spirituale condiviso.
