si ringrazia Leonardo Raso

Les Albums d’Erga – Terre De France

Erga : una giovane cantante francese che parla di fede e cattedrali ai giovani.

Chanteuse Erga - Terre de France – Terre De France

C’è una musica che non si ascolta soltanto: si attraversa. “Cathédrales”, interpretata da Erga, appartiene a questa rara categoria di opere che non cercano l’attualità, ma la profondità; non l’effimero, ma la durata.

In un tempo segnato dall’orizzontalità, dalla dispersione e dalla smemoratezza, Cathédrales osa un gesto controcorrente: rialzare lo sguardo. Lo fa con una forza che non è gridata, ma solenne; non ideologica, ma spirituale. È un canto che sembra provenire dalla pietra stessa, come se le cattedrali – Notre-Dame, Chartres, Reims, Amiens, ma anche tutte le cattedrali invisibili dell’Europa interiore – avessero finalmente ritrovato una voce.

La composizione musicale e il canto di Erga sono il cuore pulsante dell’opera. La sua voce non interpreta: incarna. È una voce che porta il peso dei secoli senza mai diventare greve, capace di unire gravità e purezza, radicamento e slancio. Erga canta come si prega e come si costruisce: con pazienza, fedeltà, verticalità.

I versi di Paul Farnet, scritti per Terre de France, sono una vera poesia della trasmissione. Non raccontano soltanto le cattedrali come monumenti, ma come atti collettivi di fede e di civiltà, frutto di mani anonime, di martelli, di fracas, di generazioni che non hanno costruito per sé, ma per l’eternità. Il “peuple des bâtisseurs” non è nostalgia: è chiamata. È il popolo di coloro che, anche oggi, “reformano la catena degli uomini” e riannodano ciò che sembrava spezzato.

La dimensione tragica – le fiamme, le croci minacciate, gli angeli che piangono – non è fine a sé stessa. Come nella grande tradizione cristiana ed europea, la ferita diventa promessa, l’incendio occasione di rinascita. Dix siècles plus tard, dice il testo, gli stendardi vengono ripresi, il giglio viene ripiantato. Non come restaurazione politica, ma come restaurazione dell’anima.

L’arrangiamento, il mix e il master di Guillaume Amarnier danno alla composizione un respiro ampio, quasi liturgico, senza mai scivolare nell’enfasi. Le immagini di Alexandre Maupoint e il montaggio di Paul Farnet accompagnano il canto come una meditazione visiva, mentre la produzione di Terre de France conferma una rara coerenza artistica e spirituale.

Cathédrales non è una canzone qualunque. È un inno di filiazione. Parla ai “figli delle cattedrali”, a coloro che sanno di non essere nati dal nulla, ma da una storia, da una fede, da una forma. In un mondo che invita a tagliare le radici, Erga canta il coraggio di restare innestati.

E forse è proprio questo il miracolo dell’opera: ricordarci che l’avvenire non si costruisce contro l’eredità, ma dentro di essa. Con l’anima in verticale.

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Traduzione italiana del testo di Cathédrales

Cattedrali

Frecce tese verso il cielo
Per i secoli dei secoli
La pietra che si innalza
Mi ricorda fino a Te

Chi ha costruito questi monti
Umile nel Tuo nome
Il tuo martello e il suo fragore
Risuonano fino a me

Le fiamme hanno circondato
Le croci sulle sommità
Gli organi e le vetrate
Gli angeli piangono, ma lassù

Il popolo dei costruttori
Vedendo sanguinare i cuori
Folle smarrite dei suoi figli
Andrà a richiudere l’abisso

Essi tendono i loro strumenti
A coloro che hanno compreso
A coloro che scrivono la pagina
Nel romanzo dell’eredità

E dieci secoli più tardi
Riprendono i loro stendardi
Riformando la catena degli uomini
Ripiantano il giglio del regno

Ritrovano il loro ideale
La loro anima in verticale
Nell’avvenire ancestrale
I figli delle cattedrali

Ritrovano il loro ideale
La loro anima in verticale
Nell’avvenire ancestrale
I figli delle cattedrali